Diritti tv, arriva un altro “no” a Sky dalla Lega Serie A sul pacchetto due

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Piove sul bagnato in casa Sky. L’offerta presentata alla Lega Calcio per ottenere i diritti del pacchetto due (che consentirebbe al network di trasmettere tre partite della Serie A alla settimana in coesclusiva) è stata rifiutata seccamente. L’importo messo sul tavolo da Sky è stato considerato troppo basso. E sette club (Juventus, Inter, Napoli, Lazio, Atalanta, Verona e Fiorentina), astenendosi nel voto, hanno fatto sì che l’offerta presentata dalla tv non raggiungesse il quorum richiesto di 14 sì per sancire l’aggiudicazione del secondo pacchetto. Settanta milioni all’anno non sono stati ritenuti sufficienti.

Tutto da rifare, dunque, mentre i rumors di qualche settimana fa riportavano anche dell’interesse di altri network all’acquisto dei diritti per il secondo pacchetto, in particolare da parte di Mediaset che quasi sarebbe stata tentata – secondo le voci riportate in rete da alcune testate- di tornare al “vecchio” pay-per-view calcistico.

Intanto la sconfitta cocente sui diritti tv del primo pacchetto, quello che si è aggiudicato Dazn in cordata con Tim per i prossimi tre anni, non è passato senza conseguenze. Non è un mistero che Sky, nonostante la produzione di qualità e il successo di alcuni dei suoi programmi di culto, dipenda – letteralmente –dai pacchetti calcio e sport per mantenere l’esercizio in Italia. Era da diciotto anni che Sky non perdeva una sola gara, da sempre era riuscita a fare la parte del leone già dal lontano 2003. Una vita.

La sconfitta è bruciante ma bisogna lavorare per il futuro. E adesso hanno alzato la voce anche il comitato di redazione e i giornalisti di Sky Sport esprimendo, in una nota, il loro “rammarico per come si è conclusa la prima parte dell’asta per l’assegnazione dei diritti del campionato di serie A di calcio per il triennio 2021-2024 e tengono a sottolineare di essere pronti ad affrontare nuove sfide e nuovi eventi, con la stessa passione dimostrata da agosto 2003”.

I giornalisti chiedono all’azienda di non smobilitare il progetto e di tenere duro: “Per 18 anni, questa redazione ha guadagnato credibilità sul campo, fornendo un prodotto editorialmente e tecnologicamente all’avanguardia, con la passione e la professionalità che il mondo dello sport e dei media ha sempre riconosciuto, contribuendo anche alla crescita della serie A stessa e al rafforzamento di una azienda che conta oltre 4000 dipendenti, senza dimenticare tutto l’indotto in termini di consulenti, collaboratori, service e altri lavoratori”.

Quindi la richiesta: “Sappiamo che non spetta al Cdr discutere le strategie in termini di diritti sportivi, tuttavia chiediamo che l’azienda ci renda edotti a breve, compatibilmente con gli obblighi di riservatezza sulle eventuali trattative in corso, sui piani a medio e lungo termine, dopo aver appreso degli investimenti in serie televisive e intrattenimento dalle parole dell’amministratore delegato”.

Infine la conclusione: “Siamo convinti che l’azienda sia consapevole, come la redazione, che lo sport e soprattutto il calcio siano stati fino a ora e saranno il principale motivo di fidelizzazione degli abbonati di Sky. Disponibili al confronto e al dialogo in qualsiasi sede e momento”.

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