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DECRETO LEGGE SUI TAGLI ALL’EDITORIA DEFINITIVAMENTE APPROVATO ALLA CAMERA (IL PUNTO)

E’ stato approvato, definitivamente, dalla Camera dei deputati, il 5 agosto 2008, il decreto legge n.112 del 25 agosto 2008 recante “Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”.
L’approvazione del provvedimento è avvenuta in due fasi: la Camera dei deputati ha approvato – con il voto di fiducia richiesto dal governo – il testo approvato dal Senato il primo agosto scorso, che consiste in un unico articolo interamente sostitutivo del decreto legge. A favore hanno votato 312 deputati su 551 presenti. I voti contrari sono stati 239. Nella seconda fase, la Camera dei deputati ha approvato con 314 voti a favore e 230 contrari – in via definitiva – il provvedimento che ora sarà promulgato dal Capo dello Stato e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.
L’anticipo della manovra fa si che a settembre, quando si varerà la legge finanziaria e inizierà la sessione di bilancio in Parlamento, alcune misure già operative da giugno 2008 avranno dispiegato i loro effetti con positive ripercussioni sui conti pubblici. La manovra 2009, come ha spiegato il ministro dell’Economia e delle finanze, Giulio Tremonti, è composta essenzialmente da tre provvedimenti:
1- Decreto legge n.112 del 25 giugno 2008 (GU 25 giugno 2008)
2- Disegno di legge (inviato il 4 luglio alle Camere)
3- DPEF 2009-2011 (con l’allegato sulle infrastrutture)

Ecco come appare l’art. 44 del DECRETO-LEGGE 25 giugno 2008 , n. 112, dopo le modifiche apportate dal maxiemendamento:
Art. 44.
Semplificazione e riordino delle procedure di erogazione dei contributi all’editoria
1. Con regolamento di delegificazione ai sensi dell’articolo 17,comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sentito anche il Ministro per la semplificazione normativa, sono emanate senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica e tenuto conto delle somme complessivamente stanziate nel bilancio dello Stato per il settore dell’editoria, che costituiscono limite massimo di spesa,misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all’editoria di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 250, e successive modificazioni, e alla legge 7 marzo 2001, n. 62, nonché di ogni altra disposizione legislativa o regolamentare ad esse connessa, secondo i seguenti principi e criteri direttivi:
a) semplificazione della documentazione necessaria per accedere al contributo e dei criteri di calcolo dello stesso, assicurando comunque la prova dell’effettiva distribuzione e messa in vendita della testata, nonché l’adeguata valorizzazione dell’occupazione professionale;
b) semplificazione delle fasi del procedimento di erogazione, che garantisca, anche attraverso il ricorso a procedure informatizzate, che il contributo sia effettivamente erogato entro e non oltre l’anno successivo a quello di riferimento.
b-bis) mantenimento del diritto all’intero contributo previsto dalla legge 7 agosto 1990, n. 250 e dalla legge 14 agosto 1991, n. 278, anche in presenza di riparto percentuale tra gli altri aventi diritto, per le imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di interesse generale ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 250.
Fabiana Cammarano

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