Carlo De Benedetti, editore del gruppo Repubblica-Espresso, in un articolo pubblicato su ‘Il Sole 24 Ore’, parla della dichiarazione di Google di aver modificato il proprio programma ‘First Click Free’ per limitare l’accesso gratuito dei suoi utenti a contenuti informativi che sono invece a pagamento sui siti d’origine e che è stata considerato una “vittoria di Murdoch”.
In realtà, secondo De Benedetti, nel mondo dei media, esiste uno squilibrio evidente in favore di Google: “Big G si prepara a dare a ciascun utente, in ogni singolo momento e luogo, quanto gli servirà, a cominciare dalle news. Così i giornali diventano solo uno dei tanti content provider di Google.
In un articolo, “Schmidt dice che Google è una parte del problema complessivo dei giornali, ma può essere anche una parte significativa della soluzione. Giusto. Ma allora collabori davvero con loro e accetti di condividere con i giornali una minima quota dei profitti giganteschi che ha fatto e farà, visto che comunque i giornali sono la più potente ‘esca’ per i navigatori che vanno sul motore di ricerca. Come? Semplicemente pagando i diritti di proprietà intellettuale.
In questo senso la nuova politica di ‘First Click Free’ per ora sembra più un diversivo che un cambiamento di strategia. E tuttavia è un passo. Certamente troppo piccolo. Ma rivelatore della consapevolezza di un problema che c’è: come restituire valore ai contenuti informativi messi online dalle aziende editoriali, con costi crescenti, in modo da salvare l’informazione di qualità. È questa la partita in gioco. Ed è una partita di tale importanza che ogni mossa merita attenzione e rispetto. Vedremo se altri passi seguiranno”.
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