Ieri è scaduto il termine ultimo per le modifiche da apportare al ddl lavoro, in esame a partire da domani.
Ma non si è placata la discussione sull’art.18 e questa volta è il Pd a pronunciarsi in favore di un legittimo equilibrio sul lavoro.
Punto centrale e delicato quello sull’occupazione giovanile, facendo le giuste distinzioni tra lavoro autonomo e lavoro dipendente al fine di prevenire forme distorte di utilizzo di lavoro a progetto e partite iva.
Riguardo le partite iva, il partito democratico spinge per una distinzione più precisa tra le partite Iva vere e quelle false utilizzate per i lavoratori autonomi e i parasubordinati.
Inoltre si batte per l’introduzione di un salario di base, così da evitare che l’incremento dei contributi sul lavoro autonomo e parasubordinato alla fine si scarichi sul compenso netto percepito dai lavoratori.
Da parte sua il Pdl attraverso le parole di Maurizio Castro, relatore al ddl lavoro, annuncia novità sui licenziamenti disciplinari e economici.
A quanto riportato da Castro, il governo dovrebbe presentare la modifica sui licenziamenti che prevede la scomparsa delle tipizzazioni, che altro non sono che una sorta di modelli che il giudice doveva rispettare per stabilire il reintegro.
Tali modelli fornivano maggiore tutela al lavoratore nella misura in cui il giudice poteva esaminare caso per caso i licenziamenti disciplinari e stabilirne in base alla tipologia, il reintegro.
Ora invece con l’eventuale eliminazione di questi modelli, il margine di interpretazione si fa più ampio con meno sicurezze per il lavoratore.
Ci sarebbe inoltre l’introduzione della revoca della sentenza sul reintegro, che consente la sospensione della sentenza in caso di motivi gravi, in base al comma 3 dell’articolo 19 del ddl.
Da domani partirà l’esame del ddl in Commissione Lavoro che porterà alla ratifica finale.
Arianna Esposito
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