”La Consulta dei Cdr e dei fiduciari di testata dell’Asr ribadisce l’allarme democratico che genera la volontà del Governo di procedere all’approvazione del ddl sulle intercettazioni. Si tratta – si legge in un comunicato – di un provvedimento che finirebbe per vanificare il diritto di cronaca e quello dei cittadini a essere correttamente informati. Vale la pena ricordare che il ddl prevede che nessun atto d’indagine possa più essere pubblicato fino al rinvio a giudizio dell’indagato. Il giornalista che non rispetterà tale divieto rischia il carcere fino a due mesi e il pagamento di un’ammenda fino a 10.000 euro. Ma non basta. Se condannato, ”in concorso con chi gli passa la notizia”, rischia anche la detenzione fino a sei anni di carcere. Norme che configurano una vera e propria censura preventiva e il venir meno della stessa libertà di informazione.
La Consulta chiede all’Asr, alla Fnsi e agli Ordini regionali e Nazionale di proseguire e intensificare la battaglia contro queste norme e si impegna a promuovere tutte le iniziative necessarie a contrastare l’approvazione del ddl. Qualora la norma diventi legge, la Consulta si impegna a dare vita a forme di disobbedienza civile a tutela della professione e dei diritti dei cittadini”.
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