Categories: Giurisprudenza

Ddl Gentiloni, il ministro lancia un appello dal suo blog: “Occorre accelerare l’approvazione”

”L’Europa ci chiede di approvare la legge di riforma in 60 giorni. E’ il momento giusto per accelerare”. E’ dal suo blog personale, in un intervento dal significativo titolo di ‘Accelerare’, che il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni lancia l’appello per un approvazione rapida del suo disegno di legge di riforma in vista del passaggio alla tv digitale terrestre. Il ddl e’ in discussione alla Camera, alle commissioni Cultura e Trasporti che lavora congiunte, ma oramai la pausa estiva e’ arrivata e se ne riparlera’ a settembre
”Sulle materie riservate alla legge – spiega Gentiloni nel blog – il governo governa attraverso il Parlamento, e personalmente sto facendo di tutto perche’ i tempi parlamentari siano accelerati. E’ vero infatti – aggiunge – che a causa dell’aspra contrarieta’ del centrodestra (Berlusconi ha parlato di ‘banditismo’ per il mio disegno di legge) la riforma avanza a piccoli passi e non ha ancora completato la prima lettura alla Camera dei deputati. E’ vero – commenta – che in un sistema bicamerale come il nostro i tempi sono comunque lunghi”.
A suo avviso comunque l’approvazione del suo ddl sanera’ molte situazioni critiche come quella di Europa 7, caso ”di palese ingiustizia”, spiega Gentiloni, di una tv ”che nel ’99 aveva ottenuto una concessione dallo Stato ma che non ha mai avuto le frequenze per trasmettere”, vicenda da cui l’intervento sul blog prende spunto.
”Questa ingiustizia – aggiunge il ministro – e’ stata ‘legalizzata’ quattro anni fa dalla legge Gasparri, con un colpo di spugna”. Anche per questo ”con l’insediamento del nuovo governo ho presentato un ddl, approvato all’unanimita’ dal Consiglio dei ministri – continua Gentiloni – che cancella quelle parti della Gasparri e prevede di trasferire sul digitale terrestre Rete 4 e una rete Rai”. Le frequenze liberate ”saranno riassegnate innanzitutto a chi ne ha diritto, come Europa 7 e gli altri concessionari del ’99 che sono stati discriminati nelle frequenze e poi altri editori entranti”. Commenta il ministro: ”Un miracolo, se riesce”.

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