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DDL EQUO COMPENSO GIORNAISTI: MONTA LA POLEMICA TRA ODG E FIEG

È in discussione alla Camera il disegno di legge C. 3555 contenente “Norme per promuovere l’equità retributiva nel lavoro giornalistico”. Giovedì scorso, presso la Commissione Cultura, si è tenuta l’audizione di rappresentanti della Federazione Italiana Editori Giornali (FIEG) mentre martedì verranno ascoltati i rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani (INPGI).
«Incostituzionale è la schiavitù alla quale troppi editori, nel silenzio vergognoso della Fieg, condannano migliaia di giornalisti. Non lo è certamente la legge sull’equo compenso che impedirà di rubare i sogni ai giovani e quote di verità ai cittadini». È stato il commento del presidente dell’ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Iacopino, all’audizione della Fieg. Secondo Iacopino, «nel corso della sua audizione, il presidente della Fieg ha fatto affermazioni sconcertanti che hanno determinato una secca smentita di Franco Siddi, segretario della Fnsi alla quale la Fieg attribuiva una disponibilità a continuare a penalizzare, mantenendo di fatto l’attuale situazione, i giornalisti collaboratori».
Secondo Iacopino, Carlo Malinconico afferma che «Fieg e Fnsi hanno convenuto sulla opportunità di non individuare minimi di compenso per le collaborazioni giornalistiche, dovendo le parti determinare i relativi corrispettivi in relazione ai criteri di massima quantità e della qualità della collaborazione».
Secondo la Fieg, invece, «Iacopino alza una polemica inesistente e strumentale». «Il passo della relazione su cui Iacopino insiste – continua la Fieg – riguarda la ricostruzione della storia passata e non il recente accordo. Con riferimento a quest’ultimo il testo è assolutamente chiaro e inequivoco. Così come chiara è la posizione assunta nelle dichiarazioni rese alla Commissione cultura, che ne è testimone. L’insistenza, dopo la nota di chiarimento di ieri, dimostra una volontà esclusivamente polemica che rende complessivamente inattendibile la posizione di chi la propone. Occorre che nella composizione della Commissione prevista dalla proposta di legge se ne tenga conto».

Giuseppe Liucci

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