E’ in corso la discussione, presso la Commissione V (Bilancio, Tesoro e Programmazione) della Camera dei Deputati del Disegno di legge AC 2790-bis, di iniziativa governativa, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2021 e bilancio pluriennale per il triennio 2021-2023” (c.d. legge di bilancio).
La discussione in Aula alla Camera dovrebbe iniziare il prossimo lunedì 21 dicembre. Successivamente il provvedimento dovrà essere sottoposto all’esame del Senato. Tra le norme di interesse del comparto radiotelevisivo locale, l’art. 102 del provvedimento prevede che, a decorrere dal 2021, le entrate versate a titolo di canone di abbonamento alla televisione sul pertinente capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato, come risultanti dal rendiconto dell’anno precedente a quello di accredito, siano destinate (c.d. “extragettito del canone Rai”) nella misura di 55 milioni di euro (cioè di una quota del 50 per cento del totale di 110 milioni di euro) al Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione di pertinenza del Ministero dello Sviluppo Economico.
Nel medesimo fondo confluiscono anche le risorse iscritte nello stato di previsione del Ministero dello Sviluppo economico relative ai contributi in favore delle emittenti radiofoniche e televisive in ambito locale.
La nuova norma andrebbe, dunque, a stabilizzare il c.d. “extragettito del canone Rai”, superando il meccanismo attraverso il quale tale extragettito viene calcolato dal Ministero dell’economia e delle finanze l’anno successivo a quello di competenza e, quindi, una volta attribuito in quota parte al MiSe, da quest’ultimo versato alle emittenti radiofoniche e televisive locali che percepiscono il contributo statale di cui al Dpr n. 146/17.
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