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Crisi libraria. Quando un maialino (Peppa Pig) può tenere a galla un comparto…

Per andare più sul concreto. Fin dal 2010 la casa editrice Giunti pubblica i libri di Peppa Pig. Da allora, in libreria sono arrivati una quindicina di volumi che hanno venduto quasi cinque milioni di copie. Non va peggio alla Universal, che commercializza i dvd delle puntate del cartone animato: ne sono andate a ruba 400 mila copie. Ma a queste vanno aggiunte le visualizzazioni su YouTube. Il record l’ha fatto registrare l’episodio dal titolo «Il piccolo Alex»: quasi sette milioni di clic. Ma chi è questo personaggio?
Peppa, inventata dal trio Phil Davies, Mark Baker e Neville Astley, protagonista del piccolo schermo britannico da quasi 10 anni e arrivata in Italia nel 2010. Ormai quasi una compagna di giochi virtuale dei più piccoli che tutti i giorni seguono le sue avventure in tv. Scene di vita quotidiana. Cose che capitano in tutte le famiglie.
Come era già successo in passato con Hello Kitty, anche il «caso» Peppa Pig non si esaurisce al successo di pubblico sul piccolo schermo. Il riflesso più evidente è quello sul merchandising. Giocattoli, zaini, astucci, palette e secchiello da mare. E ancora libri, dvd, un magazine bisettimanale, senza dimenticare l’immancabile album delle figurine. Oltre un centinaio di prodotti tutti con su stampato il faccione sorridente di Peppa. Oggi i prodotti a marchio Peppa Pig sono in Italia 150-160, distribuiti tra 40 licenziatari, che ottengono i diritti dalla Ets (la quale a sua volta lavora su licenza dell’inglese E1).
E naturalmente c’è la gara a cercare di spiegare i motivi di questo successo planetario (Maurizio Crozza fa satira su Peppa, Linus e Savino ne parlano alla radio, il calciatore Gilardino ce l’ha tatuata sul braccio). Perché è semplice e immediato, perché è corto (gli episodi durano 5 minuti), perché si racconta la realtà quotidiana che vivono tutti i bambini e viene rappresentata una famiglia classica.
Chapeau agli inventori e allo loro capacità imprenditoriale, con l’augurio che un fenomeno simile la prossima volta nasca dal nostro caro Bel paese…

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