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Crisi edicole, chiude a Modena la storica edicola Panini dove nacquero le figurine

Ha destato scalpore, da quanto si apprende dalla Gazzetta di Modena, la chiusura dell’edicola Panini di corso Duomo, quella gestita dal dopoguerra dalla capostipite della famiglia Olga Cuoghi, madre dei 4 fratelli Panini, da cui è iniziata l’avventura della azienda delle “figu”. Il piccolo e storico stabile verrà smontato perché non considerato dalla proprietà più idoneo all’attività nonostante di recente avesse ottenuto dal Comune la nuova concessione di occupazione del suolo pubblico. Già da alcuni giorni, come spiega il proprietario del piccolo chiosco Antonio Panini, figlio di Giuseppe, lo spazio di rivendita giornali è chiuso. Il problema è che la Soprintendenza di recente ha detto no – com’era già accaduto un’altra volta in passato – alla proposta di riqualificazione del manufatto e quindi Panini ha deciso ha deciso altrimenti. Il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, inoltre, è già stato avvisato e la famiglia Panini si è riunita, decidendo di incaricare due o tre artisti modenesi per realizzare al posto del chiosco un piccolo manufatto che ricordi la storia di questo luogo.
Ancora gli artisti che dovranno ideare la piccola stele o “monumento” non sono decisi, ma forse uno di essi potrebbe essere Wainer Vaccari, in gioventù operativo alla fabbrica Panini (è l’autore materiale del celebre simbolo degli album di calciatori con il giocatore in rovesciata) e autore nel 2012 del monumento ad Olga in via Emilio Po. Un pezzo di storia della nostra città.

Quindi ha deciso di chiudere?
«Sì, vorrei trasformare questo luogo importante per la nostra famiglia e forse per la città in qualcosa d’altro».
Avevate presentato un progetto di modifica? Qui siamo nei presso del sito Unesco.
«Sì tempo fa abbiamo presentato un progetto, ma la Soprintendenza dopo alcuni mesi ce l’ha bocciato. Forse io non ho prestato la dovuta attenzione, scegliendo una tipologia di chiosco dal catalogo di un rivenditore. Il problema è che volevo creare un piccolo bagno e il riscaldamento per rendere lavorativamente vivibile quel luogo. Volevo anche spostare sul lato strada invece che sul lato portico lo spazio di esposizione esterno».
Ma vi hanno detto no.
«Dopo non poco tempo, ma è la burocrazia. Avrei dovuto incaricare un architetto che tenesse presente la storicità del luogo, ma forse sarebbe divenuto tutto troppo complesso».
Cosa ha in mente di fare? «Servirebbe, e ci stiamo confrontando con il Comune, realizzare una piccola stele o un piccolo monumento per ricordare questo luogo e i fratelli Panini. Al comune abbiamo detto che presenteremo un progetto, condividendo i progetti di 2-3 artisti probabilmente modenesi che incaricheremo. Dopodiché insieme all’ente locale invieremo tutto in Soprintendenza».
Che tempi prevede?
«Quelli della burocrazia, non tanto per la scelta degli artisti o il percorso comunale, quanto per le decisioni dell’ufficio di tutela. Penso servirà almeno un anno. Ma ce la faremo, la nostra famiglia è affezionata a quel luogo».

(gazzetta di modena)

Ivan Zambardino

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