Credito imposta per carta e digitale: proroga al 30 giugno 2021 per affidamenti informazione primaria

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Decreto Rilancio: nuove proposte per risollevare il settore editoria.

Innalzamento dal 30 al 50 per cento dell’importo massimo degli investimenti pubblicitari nel settore editoriale ammessi al credito d’imposta, forfettizzazione delle rese dei quotidiani ai fini della riduzione pagamento dell’Iva aumentata dall’80 al 95 per cento, riconoscimento di un credito d’imposta dell’8 per cento della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto della carta.

Sono queste le principali proposte relative al settore editoriale contenute nel documento di lavoro per la messa a punto del decreto Rilancio.

Tra queste figurano anche un contributo una tantum fino a 500 euro per gli edicolanti, un credito d’imposta pari al 30 per cento della spesa sostenuta nel 2020 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate digitali e la proroga di sei mesi – dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 – per gli affidamenti dei servizi di informazione primaria.

Nella relazione contenuta nel documento si precisa che le stime sull’andamento del mercato pubblicitario relative al primo semestre dell’anno segnalano, rispetto allo stesso periodo del 2019, una caduta verticale degli investimenti pubblicitari, che arriverebbe fino al 90 per cento per il sistema radiotelevisivo locale (stima Confindustria Radio Televisioni) e si attesterebbe almeno al 50 per cento per i giornali (-45 per cento per i quotidiani e -60 per cento per i periodici, secondo i dati Fieg).

Per contrastare la crisi, viene proposto di portare dal 30 al 50 per cento l’importo massimo dell’investimento pubblicitario ammesso al credito d’imposta. Il tetto di spesa per il 2020 è innalzato fino a 60 milioni di euro, con un incremento delle risorse già disponibili a legislazione vigente pari a 32,5 milioni di euro.

Per il 2020 viene, inoltre, previsto che per il commercio di quotidiani e di periodici, l’IVA possa applicarsi, in deroga al regime vigente, in relazione al numero delle copie consegnate o spedite, diminuito a titolo di forfetizzazione della resa del 95 per cento, in luogo dell’80 per cento previsto in via ordinaria. Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici verrebbe riconosciuto, inoltre, un credito d’imposta pari all’8% della spesa sostenuta nel 2019 per l’acquisto della carta, entro il limite di 24 milioni di euro per il 2020.

A titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti durante l’emergenza sanitaria, agli edicolanti sarebbe riconosciuto un contributo una tantum fino a 500 euro, entro il limite di 7 milioni di euro per il 2020.

Alle imprese editrici di quotidiani e di periodici, che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato, andrebbe un credito d’imposta pari al 30 per cento della spesa effettiva sostenuta il 2019 per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva per le testate edite in formato digitale, nel limite di spesa di 8 milioni di euro per il 2020.

Tra le proposte anche il superamento dell’attuale regime di pubblicità degli avvisi per le aste pubbliche, prevedendo l’obbligo, in luogo della mera facoltà, della pubblicazione sui quotidiani e una procedura straordinaria semplificata per l’accesso ai contributi diretti per l’editoria. Per quanto riguarda le agenzie di stampa, viene proposto di prorogare di sei mesi – dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 – la durata dei contratti stipulati dalla Presidenza del Consiglio.

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