Categories: Diritto d'Autore

COSA RESTA DELLA CONSULTAZIONE INDETTA DALL’AGCOM?

Il 6 settembre scadono i termini per della consultazione pubblica indetta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni sullo schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sul web. Sul tema continuano a scontrarsi le posizioni dei produttori e degli autori (penalizzati dalla pirateria informatica) e degli utenti che, come ricordato dal giornalista Luca Sofri, nel corso di un convegno tenutosi a Venezia, «spesso non hanno un’alternativa legale la download».
La nuova normativa proposta dall’Agcom, da un lato viene criticata dai produttori perché troppo “blanda” e “tenera” contro chi viola il diritto d’autore e dall’altra, come sottolinea Juan Carlos De Martin – Condirettore Nexa Center, Politecnico di Torino – rischia di «eliminare diritti degli utenti antichi di secoli ». «Un esempio? Potete forse dare in prestito un ebook che avete regolarmente acquistato, così come avete sempre prestato i vostri libri agli amici? No? E perché no? E perché mai alcuni editori non vorrebbero che le biblioteche dessero ebook in prestito, impedendo una prassi che nel mondo fisico diamo per scontata da generazioni»?
La tecnologia è cambiata ed è ora di ripensare la normativa sul diritto d’autore. Ma è giusto che venga fatto da un’Autorità amministrativa? Data la complessità dell’argomento, la sede più opportuna sarebbe il Parlamento. Tanto per cominciare servirebbe un’indagine parlamentare per gettare autorevolmente luce sul sistema del diritto d’autore, sul ruolo di Siae, sullo stato degli autori, sui diritti degli utenti, sulla situazione internazionale, e così via. «Tutelando in via assolutamente prioritaria autori – che senza alcun dubbio meritano di veder adeguatamente riconosciuti i loro diritti morali ed economici – e utenti, perché l’intero sistema era nato per loro e continua ad aver senso solo se rapportato primariamente a loro». Conclude Juan Carlos De Martin.
Alberto De Bellis

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