Nonostante tutto Groupon con la sua Ipo ha portato a casa 700 milioni di dollari.
Nonostante la Borsa, nonostante l’Occupy Wall Street Movement, nonostante lo (s)boom della new economy sia una truffa che credevamo passata, c’è ancora qualcuno che riesce a fare il colpo grosso.
In sintesi: 35mila azioni vendute a 20 dollari l’una, per una valutazione della società di 12,7 miliardi di dollari e +50% di incremento in poche ore (28 dollari ad azione). La più grande Ipo dai tempi di Google.
Eppure non a tutti convince questo successo.
Certo, le banche che hanno curato l’Ipo prevedevano al massimo una vendita di 18 dollari per azione ma i 12,7 miliardi di dollari di valutazione sono inferiori ai 20 e passa previsti.
Ancora, nel corso dei mesi ci sono stati molti dubbi sul modello di business, su conti e previsioni.
Il sistema è molto semplice: forti sconti proposti da commercianti e aziende locali, chi propone e chi media (Groupon) incassa solo se il cliente compra.
Un meccanismo facile che gioca molto sul concetto consumistico del “compro ora, al massimo perdo pochi soldi”.
Vedremo se Groupon manterrà le promesse fatte agli azionisti e ricordiamo in dieci punti come si è realizzato il sogno dell’ultima newco.
(LA STAMPA)
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