Categories: Radio/TV

COSA CAMBIERA’ DOPO L’ASTA DELLE FREQUENZE?

Cosa cambierà il bando di gara indetto dal ministero delle Comunicazioni per la riassegnazione dei 108 impianti frequenza non utilizzati?

In effetti il cambiamento è davvero epocale. Tutto nasce da un ricorso presentato da Rete A: “Il ministero ha deciso di non impugnare, ma di dare esecuzione alla sentenza (13415/2006) con cui il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di Rete A (del gruppo l’Espresso) contro un provvedimento con cui nel 2005 il ministero delle Comunicazioni aveva dato risposta negativa alla richiesta della stessa emittente di ottenere frequenze non utilizzate”, ha spiegato Gentiloni.
In realtà con questa operazione il Ministero tenta il riordino di un patrimonio che è anche il risultato di gestioni e criteri stratificati nel tempo. Frequenze occupate, vendute, scambiate. Frequenze acquisite ma non utilizzate. Frequenze dichiarate ma non esistenti.

Per la prima volta è una procedura competitiva a assegnare il diritto di effettuare attività televisiva. 108 impianti frequenza sono una goccia in un mare composto, come da censimento, da 24mila impianti (24.680): in parte appartengono al gruppo di risorse assegnate all’Italia dalla Conferenza internazionale di Ginevra del 2006 e in parte ad altre risorse individuate a seguito di una verifica effettuata sul database delle frequenze conclusa a giugno dal ministero delle Comunicazioni e dall’Agcom.
“Per la prima volta – ha detto il ministro Paolo Gentiloni – tutto si svolge secondo regole precise e nella massima trasparenza, e con l’obiettivo della gestione efficiente dello spettro, come chiede la Ue”.
L’operazione Le frequenze oggetto del bando pubblicato in questi giorni sono state suddivise in due elenchi: un allegato A che comprende le frequenze coordinabili a livello internazionale, censite ai sensi della legge 223/1990, e un allegato B che comprende le frequenze presenti nella lista degli Assi-gnments attribuiti da Ginevra all’ Italia. Possono partecipare al bando i titolari di concessione o autorizzazione, che non hanno raggiunto la copertura dell’ 80% del territorio nazionale (dunque escluse le locali oltre Rai e Mediaset).
Per le frequenze A le assegnazioni saranno effettuate sulla base di un esame tecnico che darà la precedenza alle richieste degli operatori che conseguono il miglior incremento percentuale di copertura territoriale. Per le frequenze B l’assegnazione avverrà per mezzo di procedura d’asta. Il bando prevede, poi, il divieto di cessione o di permuta a terzi delle frequenze assegnate e, comunque, la procedura avrà una tempistica molto rapida, che dovrà concludersi in primavera con l’assegnazione degli impianti-frequenze su base non interferenziale. Le risorse, infine, dovranno essere usate entro 180 giorni.
Fabiana Cammarano

editoriatv

Recent Posts

Contributi per l’assunzione di giornalisti, ecco cosa c’è da sapere

Sulla scorta della nostra circolare n. 7/2024 ricordiamo che a partire da oggi 23 aprile 2024 e fino al…

5 giorni ago

Snag: “Inaccettabili le limitazioni imposte dal Comune alle edicole del centro storico di Firenze”

SNAG contesta e prende le distanze dalla delibera con la quale il Consiglio comunale di…

5 giorni ago

Circolare n. 25 del 23/04/2024 – Contributo per l’assunzione di giornalisti

Sulla scorta della nostra circolare n. 7/2024 ricordiamo che a partire da oggi 23 aprile 2024 e fino al…

6 giorni ago

Rai, parla il dg Rossi: “Su Scurati nessuna censura, c’è un’istruttoria”

Scurati: nessuna censura, parola del direttore generale Rai Giampaolo Rossi. Che, in una nota, ha…

6 giorni ago

Caso Scurati, ora Usigrai scrive all’ad Sergio

Il caso Scurati apre un nuovo fronte di scontro tra la dirigenza Rai e il…

6 giorni ago

La vicenda Scurati, un grave autogol per il governo

La censura al monologo di Antonio Scurati è una grave tegola sulla credibilità del Governo.…

7 giorni ago