Categories: TLC-ICT

Corte Ue, sì divieto vendita prodotti lusso su siti non ‘chic’

E’ lecito vietare la vendita di prodotti di lusso su piattaforme online terze non ‘chic’ e riconoscibili come Amazon per salvaguardarne l’immagine di prestigio ed esclusività.E’ quanto ha stabilito la Corte di giustizia Ue che ha dato così ragione alla Coty Germany che vende prodotti cosmetici di lusso in Germania, la quale ha vietato a uno dei suoi distributori autorizzati, la Parfuemerie Akzente, di distribuire i suoi cosmetici di lusso su Amazon.de. La Coty, infatti, consente ai suoi distributori autorizzati di vendere su internet ma a condizione che utilizzino il proprio sito oppure piattaforme terze non autorizzate ma senza che l’intervento di queste ultime sia riconoscibile dal consumatore. Secondo i giudici Ue, infatti, “un sistema di distribuzione selettiva di prodotti di lusso finalizzato, primariamente, a salvaguardare l’immagine di lusso di tali prodotti non viola il divieto di intese” quando la scelta dei rivenditori avviene “secondo criteri oggettivi di indole qualitativa”, “applicati in modo non discriminatorio”, e che non vanno “oltre il limite del necessario”. Per la Corte, infatti, “la qualità di prodotti di lusso non risulta solo dalle loro caratteristiche materiali, ma anche dallo stile e dall’immagine di prestigio che conferiscono loro un’aura di lusso”. E quest’aura “costituisce un elemento essenziale”, al punto che “un danno a tale aura di lusso può quindi compromettere la qualità stessa di tali prodotti”. Di conseguenza, conclude Lussemburgo, “il divieto imposto da un fornitore di prodotti di lusso ai suoi distributori autorizzati di avvalersi in modo riconoscibile di piattaforme terze per la vendita tramite internet di tali prodotti è adeguato a salvaguardare l’immagine di lusso dei prodotti interessati”.(ansa)

Ivan Zambardino

Recent Posts

Giulia Presutti dalla conduzione di Report alla redazione di Mi Manda Rai tre

Dalla guida di Report a Mi manda Raitre, Giulia Presutti, che avrebbe dovuto sostituire, insieme…

11 ore ago

Un solo giornalista pubblica 52 articoli al giorno: negli Stati Uniti il caso Quartz scuote l’editoria e riapre il dibattito sull’AI

Cinquantadue articoli pubblicati in un solo giorno, circa 20.000 parole e una produzione giornalistica che…

13 ore ago

Ranucci non lascia il giornalismo e se la prende con Big Tech

Sigfrido Ranucci non lascia il giornalismo. Almeno così dice lui. E anzi lo ribadisce anche…

1 giorno ago

Circolare n. 48 del 12/10/2026 – Contributi diretti all’editoria – confronto delle risorse destinate all’acconto e al saldo

In prossimità dell’erogazione del saldo relativo ai contributi previsti dal decreto legislativo 15 maggio 2017,…

2 giorni ago

L’intelligenza artificiale fa affari con le notizie, ma gli editori non sanno ancora quanto valgono

L’intelligenza artificiale sta cambiando il mercato dell’informazione, ma gli editori non sanno ancora quanto valgano…

2 giorni ago

Intelligenza artificiale e ignoranza non artificiale: quando la visibilità diventa autorevolezza

I contenuti nell’ecosistema digitale sono come gocce d’acqua nell’oceano. A una domanda pressoché bulimica di…

3 giorni ago