Il giornalista e blogger Carlo Ruta, che vive a Ragusa, è stato condannato in appello a 150 euro di ammenda per il reato di ‘stampa clandestina’ previsto dalla legge sulla stampa del 1948. La sentenza della prima sezione penale della Corte di Appello di Catania, pronunciata il 2 maggio scorso, conferma la condanna di primo grado del Tribunale di Modica del 9 maggio 2008, in seguito ad una denuncia dell’allora procuratore della Repubblica di Ragusa, Agostino Fera, che si riteneva danneggiato dall’attività del blog di Ruta.
La Corte ha stabilito che il blog ‘accadeinsicilia’ – nel quale Ruta documenta vicende di malaffare e di connivenza tra politica, mondo degli affari e criminalità – deve essere equiparato a un giornale cartaceo quotidiano; pertanto avrebbe dovuto essere registrato come testata giornalistica presso il Tribunale, e invece non lo era, come la maggior parte dei blog. La difesa ha eccepito che il blog è uno strumento di documentazione, non può essere considerato un prodotto giornalistico. Quello di Ruta, fra l’altro, come è risultato da alcuni accertamenti, veniva aggiornato episodicamente e senza regolarità periodica.
«Impugneremo in Cassazione la sentenza della Corte d’Appello che – ha spiegato l’avvocato Giuseppe Arnone, che ha assistito Ruta nei due gradi di giudizio – ritengo gravemente illiberale in quanto non tiene in adeguata considerazione i principi costituzionali che garantiscono la libertà di stampa e d’informazione: elementi essenziali della democrazia».
Egidio Negri
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