CORTE D’APPELLO DI BRUXELLES: GOOGLE VIOLA IL DIRITTO D’AUTORE DEGLI EDITORI

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Nella sentenza del 5 maggio scorso la Corte d’Appello di Bruxelles ha confermato la sentenza di condanna emessa dai giudici di primo grado il 13 febbraio 2007 verso Google News per violazione del diritto d’autore.
Il caso fu sollevato nel 2006 da Copiepresse, la società cooperativa per la gestione dei diritti d’autore della stampa quotidiana di lingua francese e tedesca, che accusava il servizio di raccolta di notizie, Google News di diffondere articoli tratti dai giornali senza autorizzazione. A Google veniva imputato di aumentare il proprio traffico e, quindi, gli introiti pubblicitari sfruttando il lavoro delle redazioni dei quotidiani.
La Corte non ha ritenuto rilevante la circostanza che gli editori possono domandare a Google di essere esclusi dai servizi di aggregazione di Google News. Il diritto applicabile è quello belga e la legge nazionale sul diritto d’autore richiede, ai fini dell’esercizio del diritto di riproduzione e messa a disposizione del pubblico, un’autorizzazione espressa con la conseguenza che il regime applicabile è quello dell’opt-in, vale a dire del consenso preventivo, e non quello dell’opt-out, consenso presunto se non viene chiesta la rimozione. La Corte ha infine ribadito che la legislazione sul diritto d’autore non limita affatto la libertà d’espressione o di comunicazione del motore di ricerca in quanto, in base alla normativa esistente, Google ha la possibilità di stipulare accordi con le parti interessate per poter esercitare la propria attività. In proposito, Copiepresse ha dichiarato di essere disponibile da tempo a concludere con Google accordi che prevedano una reale ed equa rimunerazione degli editori suoi associati.

Manuela Montella

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