«Profonda preoccupazione» viene espressa dal Copercom, il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione, sulla scelta del governo di cancellare, con il comma 3 dell’articolo 29 della manovra, gli aiuti diretti all’editoria. «Il governo non può non sapere – precisa il Copercom – che la decisione di azzerare i sostegni economici alla data del 31 dicembre 2014, equivale a una stangata insopportabile per moltissime voci libere del nostro Paese. Per tante testate sarà una vera e propria condanna alla chiusura che neppure la generosità del volontariato e i sacrifici dei diversi mondi di riferimento potrà evitare».
«In particolare il pensiero va a tutti quei giornali di idee che svolgono un servizio per l’espansione e il consolidamento della democrazia partecipativa e a quelle testate che esercitano una preziosa azione di presidio territoriale. In questo ambito spiccano anche cooperative e aziende no profit, il cui ruolo non può essere in alcun modo surrogato dal libero mercato che non intende farsi carico di queste esigenze sociali. Ecco perché si giustifica ampiamente un intervento dello Stato, pur nella consapevolezza dei sacrifici che vengono oggi richiesti a tutti i cittadini».
«Per queste ragioni – conclude il Copercom – si attendono dal governo Monti una sollecita assunzione di responsabilità e dal sottosegretario all’editoria Carlo Malinconico un’iniziativa qualificata e incisiva».
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