Contributi radio Galileo, la Corte dei Conti archivia il caso. Tutto era legittimo

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E’ stato un caso che ha interessato la stampa nazionale, sono state fatte interrogazioni parlamentari dal Movimento 5 Stelle, la Procura della Corte dei Conti dell’Umbria aveva ipotizzato un danno erariale di circa 3 milioni 600 mila euro, invitando 13 persone a produrre le controdeduzioni e, infine, a livello locale,  sono state dette e scritte fiumi di parole che, come ha detto il sindaco Di Girolamo, in qualche caso ” sono andate ben oltre il livello  della battaglia politica “. Tanto che, ha affermato, questa mattina il sindaco ” sto valutando, insieme ai miei legali, se rivalermi nei confronti delle persone che mi hanno infangato “. Ebbene la stessa Corte dei Conti che aveva ipotizzato il danno erariale ha archiviato il caso. ”  E la stessa cosa ha fatto  la magistratura penale ” , ha aggiunto in sede di conferenza di stampa, Alberto Bersani, coordinatore della lista civica Città Aperta, movimento politico di riferimento della Cooperativa Galileo, attraverso il quale,   la stessa Cooperativa ha potuto accedere ai fondi per l’editoria. Di questo stiamo parlando , dei fondi pubblici a Radio Galileo per i quali  si è scatenato un putiferio mediatico e politico, lo scorso anno. Per apprendere, questa mattina, per l’appunto,  che la Corte dei Conti ha archiviato il caso. ” Galileo ” ha goduto legittimamente del sostegno pubblico all’editoria, come  tanti altri soggetti. Fondi peraltro azzerati negli ultimi anni. E su questo non aveva dubbi l’onorevole Walter Verini. ” Su due punti, si basava l’invito a dedurre , da parte della Corte dei Conti, ha detto il parlamentare PD ,  il primo: voi siete o siete stati parlamentari del PD, come fate a rappresentare un Movimento? e noi replicammo che quando abbiamo fatto la dichiarazione  scrivemmo che noi parlamentari  eletti nel PD e del gruppo del PD ,  rappresentiamo il Movimento politico Città Aperta e il segretario generale della Camera o del Senato, rilasciando l’attestato, sottoscrisse; con tutto il rispetto la rappresentanza non la decide un magistrato , la decidono le istituzioni ; il secondo punto era che questo Movimento era finto, che non esisteva ma, ha detto l’on. Verini, un Movimento che ha tra i suoi fondatori un sindaco, sindaco che viene eletto , Movimento che si presenta alle elezioni, si può dire che non esiste? Ecco , su questi due punti si basava l’invito a dedurre , ecco perchè noi eravamo tranquilli, perchè si basava sul niente “. Verini ha poi criticato questo modo di fare politica, a base di esposti, che ha definito ” barbaro “, attraverso il quale si ” vuole colpire l’avversario politico “.  ” Mi sono sentito diffamato, ha detto il parlamentare PD, ma non querelerò nessuno “. ” Eravamo tranquilli, perchè eravamo certi della nostra correttezza, ha affermato il sindaco Leopoldo Di Girolamo,  ma l’archiviazione da parte della Procura della Corte dei Conti avvenuta dopo l’archiviazione da parte della  procura della Repubblica di Terni, sull’indagine che si stava conducendo sull’uso dei fondi per l’editoria da parte di Radio Galileo, con il Movimento politico Città Aperta, ha confermato la trasparenza, la serietà , la correttezza che abbiamo avuto come esponenti politici di questo Movimento “. ” Ormai, aggiunge il sindaco , la battaglia politica si trasforma in battaglia giudiziaria e si dà alla magistratura l’onere di esercitare la funzione di garanzia che naturalmente ha ma  che deve essere soprattutto di chi ha responsabilità e ruoli politici “. In tutta la vicenda la cosa che ha amareggiato di più il sindaco è stato ” il mettere in dubbio che persone che hanno una storia  di rigore, trasparenza e di servizio, come sono i soci di Città Aperta, potessero utilizzare questi sotterfugi per usufruire in maniera scorretta, per usi personali,  dei fondi nazionali ; così non è e questo ristabilisce un elemento di verità fondamentale “.

Articolo tratto da www.terninrete.it

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