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Contratti di solidarietà e “chiusura” del sito, all’Espresso i giornalisti in agitazione

Tagli e chiusura (di fatto, secondo i lavoratori) del sito, i giornalisti de L’Espresso annunciano dieci giorni di sciopero. La notizia è stata resa nota da un comunicato del Comitato di Redazione dello storico settimanale.

Sullo sfondo c’è il braccio di ferro tra i giornalisti e l’editore che avrebbe proposto l’applicazione di un contratto di solidarietà e una strategia nuova che comporterebbe, secondo quanto comunica il Cdr, la sostanziale chiusura della piattaforma internet legata alla testata.

“Oggi (27 settembre ndr) il management del gruppo Gedi, editore dell’Espresso, ha comunicato al comitato di redazione la volontà di applicare a tutta la redazione un contratto di solidarietà che comporterebbe un taglio del 30 per cento degli stipendi dei giornalisti, e alla chiusura di fatto del sito Internet del giornale. Un sito che in questi anni ha pubblicato autonomamente decine di scoop e fatto da cassa di risonanza alle notizie esclusive del nostro settimanale”.

E ancora: “Nel corso degli ultimi dieci anni la redazione dell’Espresso è stata falcidiata da tagli e prepensionamenti, tanto da essere stata più che dimezzata nel personale. Il giornale ha subito anche pesanti riduzioni alla foliazione e al budget. Contestualmente l’azienda non ha mai avviato alcun serio piano di rilancio e di investimenti”.

 

Per questi motivi, i giornalisti de L’Espresso sono entrati in agitazione e hanno affidato al loro Comitato di Redazione, un pacchetto di dieci giorni di sciopero. “Negli ultimi 63 anni, L’Espresso è stato protagonista della storia giornalistica, politica e culturale di questo Paese, permettendo al Gruppo e ai suoi azionisti di registrare notevoli profitti. In un momento storico in cui L’Espresso e l’informazione sono sotto attacco, l’assemblea dei giornalisti respinge in maniera categorica e all’unanimità la proposta dell’azienda, e affida al Comitato di redazione un pacchetto di 10 giorni di sciopero e la valutazione dell’uso di altre forme di agitazione e lotta, che verranno eventualmente attuate dopo la presentazione dei dati economici già richiesti dal Cdr e che l’azienda si è impegnata a fornire”.

 

“L’assemblea dell’Espresso – conclude la nota –  rifiuta tagli indiscriminati al costo del lavoro, che comprometterebbero fin dall’inizio il successo del nuovo piano editoriale presentato oggi dal direttore al Comitato di redazione”.

Ivan Zambardino

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