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Consumatori. La UE taglia i costi per carte di credito per acquisti online

L’Europa prende le forbici per ridurre le commissioni interbancarie sui pagamenti effettuati con la moneta di plastica. Fra un settimana, il responsabile Ue per il Mercato interno, Michel Barnier, metterà sul tavolo un pacchetto composito di misure di trasparenza che impone un pedaggio massimo dello 0,2 per cento per il costo delle singole transazioni siglate con la carta di credito. Sarebbe un netto progresso sullo 0,9 per cento di media europea e lo 0,4/0,8 per cento praticato in Italia, una mossa che nelle intenzioni deve fare chiarezza sui listini, facilitare i pagamenti e creare benefici per i consumatori. Anche se fonti bancarie avvertono che l’effetto sarà l’esatto contrario e che il costo dell’emissione «potrebbe salire di 6-10 euro». Una guerra miliardaria, visto che solo in Italia le carte di credito sfioravano nel 2011 i 40 milioni. Nel mirino sono soprattutto gli schemi di pagamento (on e off line) come Visa e Mastercard, i protagonisti di quella che a Bruxelles chiamano «l’area regolata». I due colossi non sono in effetti delle banche, ma il cappello sotto il quale le singole aziende di credito forniscono il servizio e la tesserina. Differentemente, American Express, Diners e Paypal sono banche, cioè emittenti diretti degli strumenti di pagamento. Pertanto, spiegano alla Commissione, alimentano un sistema che non comporta commissioni interbancarie e dunque, per ora, sono fuori dalla lente, se non nel caso in cui vengano a loro volta distribuite da istituti terzi. Il meccanismo è complesso. Un consumatore acquista una camicia dalla ditta X e paga con la carta di credito. La sua banca autorizza la transazione, garantisce il pagamento e preleva i soldi dal conto del cliente (che versa un canone annuo per la carta). Poi invia il denaro all’istituto del venditore in cambio di una commissione bancaria. Di qui il liquido finisce alla ditta di partenza in cambio d’una ulteriore commissione. La Commissione ritiene che il livello dei prelievi possa in taluni casi essere ingiustificato e che, comunque, finisce per essere trasferito sui consumatori dai dettaglianti. I tecnici di Bruxelles sentono che il mercato è ancora troppo frammentato e che un’iniezione di trasparenza potrebbe consentire, ad esempio, una più agevole comparazione dei costi che variano da paese a paese: il pedaggio da pagare per una carta di credito in Germania è in media dell’1,8%, mentre in Francia scende allo 0,5. I commercianti, si aggiunge, potranno avere carichi minori e scegliere a chi rivolgersi sulla base di un menu europeo più che su scelte nazionali, una manna per la grande distribuzione. Il pacchetto di Barnier si occupa anche delle carte di debito, con un tetto dello 0,2%(in Italia ora è 0,2-0,4). In questo modo, stimano a Bruxelles, si potranno ridurre le commissioni a livello Ue da 4,8 a 2,5 miliardi. Mentre quelle delle carte di credito potrebbero scendere da 5,7 a 3,5. Una rivoluzione, lasciano intendere a Palazzo Berlaymont, perché «le alte commissioni pagate dal commerciante finiscono per trasformarsi prezzi finali più elevate per merci e servizi». Senza contare che, si ricorda, molti consumatori non hanno un’esatta idea di ciò che pagano. I big del settore, già colpiti dall’Ue, tentano di persuadere Bruxelles a non procedere. Mastercard ricorda che il taglio delle commissioni in Spagna del 2006-2011 (-55%) ha gonfiato il volume delle stesse di 2,35 miliardi annui. L’esecutivo ribatte che il caso iberico è amplificato dalla crisi e aggiunge che in alcuni paesi dove è avvenuta la regolamentazione – Francia, Danimarca e Svizzera – l’esito è stato positivo. Non si può che sperare che Barnier abbia ragione. Anche se il sospetto che, alla fine, a pagare siano i consumatori e non le banche è difficile da fugare. (www.lastampa.it)

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