Restano in vigore le regole fissate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni nella delibera 366/10/CONS sull’ordinamento automatico dei canali della tv digitale sul telecomando (LCN – Logical channel number). Il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza del Tar del Lazio che aveva annullato la delibera Agcom in materia: la VI Sezione del massimo organo della giustizia amministrativa, nel collegio presieduto da Giuseppe Severini, ha confermato con un’ordinanza la decisione assunta il 2 agosto con decreto presidenziale. Contro la pronuncia del Tar avevano presentato ricorso la stessa Agcom e il Ministero dello Sviluppo Economico. Bisognerà attendere a questo punto il giudizio di merito.
Certamente la vicenda non si fermerà qui. È probabile che tutte le associazioni che si erano pronunciate a favore della decisione del Tar (CNT, Comitato Radio Tv Locali, CONNA, REA) decidano di sottoporre il caso al giudizio dell’Antitrust, della Corte Costituzionale e della giurisdizione comunitaria. Può cantare vittoria, invece, l’associazione Aeranti-Corallo preoccupata del buco normativo cui avrebbe dato vita l’accoglimento della sospensiva del Tar «con la conseguente riproposizione del caos nella individuazione dei programmi che ha caratterizzato le trasmissioni digitali in Lazio, Campania e Piemonte Occidentale nel periodo compreso tra gli ultimi mesi del 2009 e la fine del 2010». Altra preoccupazione era che, con l’emanazione dell’eventuale nuovo provvedimento dell’Autorità, si sarebbero «rimessi in discussione i posizionamenti faticosamente ottenuti dall’emittenza locale nella delibera n. 366/10/CONS, con conseguente marginalizzazione della stessa a numerazioni per lo più secondarie».
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