”Aprire gli stati generali per ragionare sulla riforma dell’editoria”. E’ questo l’appello che il senatore del Pd, Vincenzo Vita, ha lanciato oggi dal palco del 26mo Congresso dell’Fnsi in corso a Bergamo. Il problema, secondo il senatore democratico, sono i tagli al settore del decreto milleproroghe che ”porta da 100 a 50 milioni i fondi sull’editoria previsti nella manovra finanziaria. E se non passa l’emendamento dell’opposizione sui tagli – e’ l’allarme di Vita – la meta’ delle 92 imprese a rischio potrebbe chiudere gia’ domani”. Per Vita, poi, ”e’ surreale che lo spostamento del divieto di incroci stampa-tv sia solo al 31 marzo prossimo, con la possibilita’ di protrarlo al 31 dicembre su proposta del diretto interessato, il presidente del Consiglio”. Su questo, ha aggiunto, ci vorrebbe ”il piu’ largo consenso possibile sull’emendamento presentato dall’opposizione per una proroga almeno quinquennale”. Dito puntato anche sul ”gravissimo atteggiamento” del direttore generale della Rai, Mauro Masi, che per Vita ”ha totalmente eluso la sonora bocciatura del referendum promosso dall’Usigrai e ha infranto la correttezza delle relazioni sindacali sulla chiusura di due trasmissioni e la riduzione delle ore informative”.
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