La crisi che in questi anni sta investendo l’editoria e’ una crisi ”drammatica” e ”senza precedenti” nella storia del settore, ma la situazione ”e’ stata aggravata da una continua riduzione delle disponibilita’ finanziarie messe in campo dal governo”. E’ quanto si legge nella relazione della giunta esecutiva dell’Fnsi diffusa oggi a Bergamo in occasione della seconda giornata di lavori del 26mo congresso della Federazione. Il problema numero uno, secondo il sindacato dei giornalisti, e’ che con questo atteggiamento l’esecutivo ”ha finito per favorire la fuoriuscita dal mercato di un numero crescente di testate economicamente ai margini della sopravvivenza, colpendo le realta’ piu’ deboli, come le testate in cooperativa e l’editoria di opinione”. Non solo: secondo l’Fnsi, a tutto cio’ si aggiunge ”l’iniziativa del governo di mettere in atto interventi legislativi tesi a limitare gli spazi dell’informazione, a restringere gli ambiti di esercizio della professione, a impedire il libero esercizio della liberta’ e della democrazia”. Sono i numeri a dire quale sia la reale portata della crisi. Nel volgere di un triennio, sono state 580 le giornate di vertenze sindacali per stati di crisi, cessazioni di attivita’, trasferimenti di aziende e di gestione dei contenziosi di lavoro.
Manuela Montella
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