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CONFERENZA NAZIONALE CDR, MONTI SI IMPEGNI IN UNA POLITICA REALE DI SOSTEGNO E SVILUPPO DELL’EDITORIA

La Conferenza nazionale dei comitati e fiduciari di redazione esprime “la più profonda preoccupazione per la situazione che, nell’ambito della più generale crisi del Paese, caratterizza il settore dell’editoria dal punto di vista imprenditoriale e del lavoro professionale dei giornalisti”. “Vicende come quella dell’incertezza sul finanziamento pubblico dell’editoria – si sottolinea in una nota – dimostrano a quali disastri porti l’assenza di una seria politica di governo del settore”. E’ quanto si legge nel documento approvato dalla Conferenza dei cdr, riunita a Roma, che esprime anche “un giudizio fortemente negativo sulle previsioni di alcuni provvedimenti recentemente assunti a livello legislativo e che concernono la contrattazione tra le parti”.
“Proprio per questo – prosegue il documento – la Conferenza nazionale dei Cdr chiede al nuovo governo Monti di elaborare, con il contributo e la partecipazione del sindacato e della categoria tutta, una politica di sostegno e sviluppo dell’editoria anche attraverso provvedimenti di riforma reale, che ne affronti le distorsioni e ne avvii il risanamento, mettendo al centro i diritti del lavoro. In ogni caso, comitati e fiduciari di redazione si impegnano con tutta la Fnsi a non dar corso alla contrattazione collettiva di prossimità (nelle modalità previste dall’articolo 8 della legge 148/2011).
La Conferenza dei cdr impegna la Fnsi, qualora si creassero le condizioni, a promuovere tutte le iniziative utili al superamento di questa normativa, fino a sostenere un referendum abrogativo”.
La Conferenza conferma, inoltre, “l’impegno dei fiduciari e dei cdr a porre in atto azioni volte alla tutela del lavoro autonomo che negli ultimi anni ha accresciuto fortemente la propria presenza nel giornalismo italiano. Un impegno tanto più rilevante in presenza del moltiplicarsi di crisi aziendali che hanno comportato e comportano pesanti interventi oltre che sul lavoro dipendente anche sui rapporti di collaborazione”.
Monica Montella

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