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Cittadini UE super-garantiti dalla direttiva ePrivacy?

Google, Facebook e gli altri colossi statunitensi dovranno sottostare alle regole comunitarie sulla privacy e sulla gestione dei dati personali. Questo il monito del Commissario della Giustizia UE Viviane Reding e del presidente ETNO Luigi Gambardella. In pratica sulle regole comunitarie riguardanti la “Data Protection” c’è totale sintonia tra istituzioni e industria – ETNO sta per European Telecommunications Network Operators Association.
La questione di fondo è che le nuove norme a breve saranno votate dal Parlamento e dal Consiglio europeo. Ovviamente per continuare a garantire una giusta competizione nel settore fra aziende comunitarie ed extracomunitarie c’è bisogno che i regolamenti non facciano eccezioni. Allo stesso tempo i cittadini UE devono poter godere degli stessi diritti a prescindere dalla residenza del proprio service provider. Parità di condizioni e stessi livelli di protezione dei dati personali, insomma. “Il ragionamento è semplice: se le aziende extra-comunitarie vogliono operare sul mercato europeo allora devono giocare secondo le regole europee. Abbiamo anche bisogno di una parità di condizioni tra i vari settori. Ad esempio, per la notifica di una violazione dei dati ha senso applicare le stesse regole sia agli operatori regolamentati ai sensi della direttiva ePrivacy che agli operatori disciplinati ai sensi delle norme sulla protezione dei dati”, ha commentato Reding.
Basta insomma con le esenzioni speciali concesse ai colossi statunitensi. Inoltre sarà più semplice che mai adeguarsi ai nuovi regolamenti, tanto più che si parla di un risparmio complessivo per le imprese di 2,3 miliardi di euro all’anno.
In fondo l’obiettivo è ottenere un equilibrio corretto tra la protezione dei dati personali e l’innovazione. Stona forse un po’ il fatto che Reding dia troppo peso alle esigenze degli operatori TLC, mentre è risaputo che la maggior parte dell’innovazione proviene dai service provider.
“Il singolo mercato TLC ha bisogno di una nuova spinta. Abbiamo bisogno di creare il giusto impianto normativo per stimolare gli investimenti trans-nazionali nel settore delle telecomunicazioni incoraggiando gli operatori dei network a cooperare”.

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