“Ribadisco ancora una volta che non ho mai pensato a una cessione dell’Espresso, considero l’editoria una parte integrante e irrinunciabile del nostro portafoglio di partecipazioni”. A dirlo, in un’intervista a Repubblica, Rodolfo De Benedetti, futuro presidente esecutivo del gruppo Cir dopo l’annuncio del passaggio del controllo da parte del padre, Carlo De Benedetti, ai figli.
“L’Espresso occupa un posto centrale in Cir e continuerà a occuparlo per un lungo, lunghissimo tempo – ha proseguito – Certo, il settore e il mercato sono difficili e pertanto è necessaria una gestione di grande rigore. Anche in editoria i conti devono tornare, i bilanci in regola tutelano l’indipendenza dei giornalisti e la libertà delle idee”.
“Io credo in una editoria capace di innovazione e di realismo – ha spiegato – In questi ultimi 20 anni è cambiato tutto, la sfida di un’azienda editoriale è di adattarsi ai cambiamenti, vedendo le opportunità anche in un contesto difficile”. In merito allo sciopero dei giornalisti del Gruppo della scorsa settimana, Rodolfo De Benedetti ha detto: “Non è mio compito entrare nel merito di una questione che riguarda la gestione dell’azienda e il rapporto con i rappresentanti delle redazioni, L’Espresso è un’azienda che lavora sempre per la sua sostenibilità futura, nell’interesse degli azionisti e dei dipendenti”.
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