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CHI FA INTERVISTE A PAGAMENTO È UN “PROCACCIATORE D’AFFARI”, NON È UN GIORNALISTA

“I ‘procacciatori d’affari’ non sono giornalisti. Chi lo fa si pone fuori dalla professione. La Fnsi e tutto il Sindacato di categoria sono costantemente in campo contro ogni distorsione e snaturamento dell’attività professionale. Quanto al caso dei giornalisti fin qui implicati nella vicenda dei servizi a pagamento in alcune tv locali dell’Emilia-Romagna nessuno risulta iscritto al sindacato. Impossibile dunque adottare nei loro confronti una qualsiasi sanzione da parte dell’Associazione di Stampa organo competente del sindacato dei giornalisti”. Fnsi e Aser, Assostampa dell’Emilia Romagna, lo rendono noto anche in risposta alle polemiche di questi giorni e a quanto affermato dal Direttore del Tg La7 nell’edizione delle ore 20, il quale, prima di una parziale rettifica in diretta, aveva detto che nessun organismo della categoria aveva preso posizione netta sul tema.
“Il Sindacato dei Giornalisti e l’Associazione di Stampa regionale, invece, erano immediatamente intervenuti e sono tornati sul tema ancora pochi giorni fa, sollecitando all’intransigenza anche gli imprenditori che fanno emittenza locale e il Corecom (organismo pubblico di garanzia nelle comunicazioni).
Chi si colloca in una dimensione distorta e di scorrettezza grave proponendo al pubblico, slealmente, informazione a pagamento, è sottoposto alla disciplina deontologica dell’Ordine dei giornalisti che, in Emilia Romagna – a proposito delle polemiche in corso – ci risulta abbia aperto tempestivo procedimento. Una legge stravecchia, purtroppo, impone limiti di efficacia con procedure d’altri tempi non imputabili, in questo specifico caso, ai colleghi dell’Ordine.
L’indignazione per la vicenda impone a tutti i giornalisti italiani di alzare l’asticella in direzione dell’eticità della professione. Una buona informazione deve essere leale ma anche sempre ben documentata. Quanti hanno cercato pretesti per attaccare il Sindacato sulla vicenda delle interviste a pagamento devono sempre ricordare che un giornalismo credibile nasce da una corretta informazione di base: chi informa, dunque, deve correttamente informarsi”.

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