Charlie Hebdo, caccia ai killer in tutta la Francia

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Charlie Hebdo
12 persone sono morte e 5 ferite nell’attentato alla sede di Charlie Hebdo

Attentato a Charlie Hebdo, la polizia francese ha individuato tre uomini come presunti responsabili della strage in cui sono morte 12 persone, tra cui i principali vignettisti, il direttore e due poliziotti, che da tempo venivano minacciati per aver pubblicato vignette dissacranti su Maometto e la religione islamica. E mentre uno dei ricercati presenta alla polizia nella notte dicendo di non aver preso parte al massacro, nella periferia di Parigi scoppia una sparatoria: uccisa una poliziotta. Non sembrerebbe esserci correlazione con l’attacco di ieri, intanto il premier francese Manuel Valls parla di “numerosi arresti”.

Alibi di ferro
A presentarsi alla polizia a Charleville-Mezières, vicino al confine con il Belgio, è stato Amid Mourad, 18 anni, il più giovane dei tre sospettati. Proprio a Charleville-Mezières era in corso un’operazione che ha portato all’arresto anche di un familiare dei sospettati.
E’ tuttavia un giallo il ruolo del ragazzo nell’attentato a Charlie Hebdo: il 18enne, infatti, si è presentato alle autorità dopo avere visto il suo nome circolare sui social network e, sebbene il giovane resti ancora in stato di fermo, la sua posizione sembrerebbe essersi alleggerita. Il suo coinvolgimento nel massacro sarebbe messo in dubbio da un alibi di ferro: al momento dell’attentato, intorno alle 11.30, il giovane sarebbe stato a scuola.
L’alibi di Amid Mourad, secondo quanto riferito dal giornale Le Figaro, sarebbe stato confermato da un liceale amico di Mourad, anch’egli ascoltato dalle autorità francesi. Potrebbe dunque trattarsi di un caso di omonimia con il terzo uomo ricercato. Nel frattempo il primo ministro Manuel Valls ha detto che numerose persone sono state arrestate nella notte nell’ambito dell’inchiesta, secondo Le Monde sarebbero sette le persone in stato di fermo, quattro dei quali a Reims.

Alta tensione a Parigi
In mattinata la zona a sud di Parigi, vicino alla Porte de Chatillon, è stata scossa da una sparatoria in cui una poliziotta ha perso la vita ed è stato ferito un suo collega. Subito gli eventi sono stati collegati, ma la polizia ha subito reso noto che l’episodio non ha nulla a che vedere con l’attentato a Charlie Hebdo. Secondo la ricostruzione di France Info, gli agenti della municipale si sono avvicinati ad una Clio grigia incidentata quando un uomo avrebbe aperto il fuoco, con una pistola, fuggendo su una via perpendicolare. Gli inquirenti, al momento, privilegiano la pista dello squilibrato.

Caccia ai killer
L’attentato di ieri, un’operazione da commando militare a colpi di kalashnikov, è stato attribuito a due fratelli franco-algerini Said e Cherif di 32 e 34 anni, reduci della guerra in Siria che la scorsa estate erano tornati in Francia. I terroristi sono stati ripresi dalle telecamere all’esterno dell’edificio mentre finivano un agente a terra e gridavano Allah Akbar (Dio è grande). Secondo le prime testimonianze sembra che avessero sbagliato il numero civico prima di raggiungere il giornale. Con le armi hanno poi costretto una redattrice a digitare il codice per aprire la porta e, una volta entrati nella redazione di Charlie Hebdo, hanno chiamato per nome le vittime prima di sparare. A rendere possibile l’identificazione degli attentatori è stato il ritrovamento, da parte della polizia, di una carta d’identità  una Citroen C3 abbandonata dagli attentatori durante la fuga.
La caccia all’uomo si è immediatamente allargata a tutta la Francia, in particolare nel nord, nella zona di Reims, dove secondo gli inquirenti si trovava il covo dei killer. Tuttavia non ha avuto esito positivo il blitz delle teste di cuoio, gli agenti hanno potuto compiere solo una serie di rilevamenti scientifici all’interno dell’appartamento. Gli attentatori probabilmente hanno deciso di non tornare al loro covo dopo la strage.

Le reazioni all’attentato
L’attentato alla redazione di Charlie Hebdo ha scosso l’opinione pubblica di tutta Europa. Il Papa attraverso un telegramma ha voluto esprimere grande vicinanza alle famiglie colpite dal “terribile attentato” di Parigi, ai feriti e ai congiunti delle vittime. Nel telegramma, Bergoglio ribadisce la sua condanna alla “violenza che genera tanta sofferenza” e chiede “a Dio il dono della pace”.
La nostra Francia sa unirsi per difendere il suo ideale, l’ideale della pace, dichiara il presidente francese, François Hollande, in relazione all’attacco di ieri. “La Francia – dice ancora il presidente francese – è stata colpita proprio al cuore, nella capitale, in un luogo dove soffiava lo spirito di resistenza”.
L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy parla di guerra dichiarata contro la civiltà, che ha la responsabilità di difendersi”. Dopo un incontro di mezz’ora all’Eliseo con il suo successore, Hollande, Sarkozy si è detto “estremamente colpito dall’ atteggiamento dei francesi e dalle dimostrazioni di unità”. Hollande parlerà oggi anche con gli ex presidenti Jacques Chirac e Valéry Giscard d’Estaing dell’attacco al settimanale Charlie Hebdo.
In nottata il luoghi di culto musulmani sono stati oggetto di attacchi in tutta la Francia. A Mans è stata lanciata una granata contro una moschea, nella parte orientale della Francia c’è stata un’esplosione di fronte a un ristorante di kebab nei pressi di una moschea.Nella zona dell’Aude, infine, è stata presa di mira a colpi di arma da fuoco contro una sala di preghiera musulmana.

Un raduno per le vittime
In onore alle vittime dell’attacco alla sede di Charlie Hebdo sarà organizzato un raduno. Inizialmente previsto per sabato, si dovrebbe tenere domenica. Il raduno, che vuole essere una “marcia repubblicana“, è stato proposto dal Partito socialista, il Partito comunista, Europa Ecologia – I Verdi, il Movimento Repubblicano e Cittadino ed il Partito radicale di Sinistra.

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