I tagli da 250 milioni all’editoria sono destinati a pesare sulla filiera della carta, settore strategico anche per il ruolo che svolge nella società civile: è l’opinione di Giancarlo Cerutti, presidente de Il Sole 24 Ore, intervenuto oggi al convegno a Roma sugli interventi di politica industriale necessari a garantire un futuro al comparto. Cerutti si è detto «contrario ai contributi a pioggia, che drogano il sistema», ma ha anche puntato il dito contro il taglio da 250 milioni previsto nel settore editoriale: 120 milioni sono quelli di cui dovrà fare a meno il fondo globale 2009, come ha annunciato qualche giorno fa il sottosegretario Paolo Bonaiuti; 120 sono legati all’abolizione dell’obbligo di pubblicità legale sui giornali e fino a 20 dall’eventuale applicazione della disciplina europea che consente la pubblicazione della pubblicità finanziaria solo sul web. «L’editoria – ha sottolineato Cerutti – ha un ruolo importante in un Paese civile, perchè ha sempre dato un contributo fondamentale allo sviluppo della civiltà. Ci auguriamo che il governo si renda conto che i tagli da 250 milioni sono destinati ad avere effetti su tutta la filiera della carta, impattando su un settore che ha un ruolo non solo economico, ma anche etico». Quanto al futuro della carta stampata, il presidente de Il Sole 24 Ore si è detto convinto che «non morirà con Internet, ma certo dovrà saper cambiare. La sfida che arriva dal web è grande: sarà necessaria la capacità di realizzare prodotti differenti. Al Sole lo stiamo facendo: l’ultimo supplemento è stato un grande successo anche in termini di pubblicità. In ogni caso, la carta stampata – ha concluso – è l’unica che dà spazio all’approfondimento, che fa capire: per questo ce la faremo».
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