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C’E’ L’ACCORDO. GARIMBERTI NUOVO PRESIDENTE DELLA RAI

Paolo Garimberti, ligure di Levanto, 66 anni, sarà il nuovo presidente della Rai. Il nome del giornalista è stato proposto dal segretario del Pd Dario Franceschini ed è stato accettato da Silvio Berlusconi. A lungo inviato della Stampa, poi caporedattore degli Esteri a Repubblica, responsabile del Venerdì e vicedirettore del quotidiano diretto da Ezio Mauro, Garimberti è stato direttore Tg2 e conduttore di Repubblica Tv.

L’intesa sul suo nome (l’indicazione, come è noto, spetta all’opposizione) è arrivata dopo un lungo braccio di ferro, durante il quale i “no” del premier hanno “bruciato” diverse candidature: dal presidente uscente Claudio Petruccioli (scaduto a giugno), a Ferruccio De Bortoli (che ha rinunciato) a Angelo Guglielmi. Questa volta, Gianni Letta ha comunicato al segretario del Pd che nulla ostava da parte della maggioranza.

Deciso anche il nome del direttore generale. Sarà, come previsto, Mauro Masi, attuale segretario generale della Presidenza del Consiglio. Anche se in serata arriva una precisazione del Pd: “La ricerca di un accordo tra maggioranza e opposizione ha riguardato
esclusivamente il presidente della Rai. Il nome del direttore generale non è mai stato discusso tra governo e Partito Democratico: la sua nomina infatti riguarda l’azionista e il Cda dell’azienda”.

Mercoledì l’assemblea dei soci della Rai ufficializzerà la nomina di Garimberti e anche quella dell’ultimo consigliere, scelto da Tesoro. Che sarà Angelo Maria Petroni.
In diretta al Tg1, il presidente della Camera Gianfranco Fini ha commentato: “L’accordo sarebbe una buona notizia, che sblocca la situazione in Rai. Il nome proposto è garanzia di professionalità e competenza”.

Paolo Garimberti ha cominciato l’attività giornalistica a 20 anni, quando era ancora studente, al “Corriere Mercantile”, giornale del pomeriggio di Genova, una delle più antiche testate italiane.

Nel 1969 è passato a “La Stampa” di Torino e, nel 1970, è diventato corrispondente da Mosca, dove è rimasto 6 anni. Per “La Stampa”, dove ha lavorato complessivamente 17 anni, è stato inoltre inviato speciale in varie parti del mondo e, dal 1979 al 1986, caporedattore della redazione di Roma.

Dal 1986 al 1993 la sua storia professionale è continuata a “Repubblica”: capo redattore del servizio politico nazionale, poi capo redattore ed editorialista del settore politica internazionale. Dal 1988 al 1993, è stato anche analista di politica internazionale per il Tg3, commentando in diretta la trasformazione dell’Urss, il crollo dei regimi comunisti nell’Europa orientale, la guerra del Golfo e il “golpe” dell’agosto 1991 a Mosca.

Nel novembre 1993 è stato nominato dai cosiddetti “professori” direttore del Tg2, dove è rimasto un anno.

Nel dicembre 1994 è tornato a “la Repubblica” come editorialista, inviato speciale di politica internazionale. Dal settembre 1996 all’ottobre 2000 è stato Direttore del magazine “il Venerdì” di Repubblica. All’inizio del 2000, restando direttore de “Il Venerdì”, ha assunto anche la vicedirezione del quotidiano “la Repubblica” e la direzione di “CNN Italia”, sito internet di informazione ventiquattro ore su ventiquattro gestito in collaborazione da CNN e “la Repubblica”, con redazioni a Roma e Atlanta, che è rimasto operativo per tre anni.

Nell’aprile del 2004 ha lasciato la vicedirezione operativa di “Repubblica” per diventare direttore delle relazioni e sviluppo internazionali del Gruppo Espresso, continuando a scrivere articoli di commento sul quotidiano e mantenendo la rubrica settimanale sul “Venerdì” (intitolata “A proposito di”), che dura ormai da dieci anni: cominciata come editoriale del direttore, è poi continuata come column di opinione. (REPUBBLICA)

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