Il Consiglio dei Ministri di ieri, conclusosi dopo oltre cinque ore, ha approvato il decreto legge sulla semplificazione fiscale introducendo alcune novità fra cui spiccano l’Imu per gli immobili della Chiesa non destinati ad attività di culto, le multe più salate per l’export di capitali, le liste per gli evasori recidivi e le facilitazioni per i debitori: possibilità di rateizzazione, no ai sequestri sotto i 20mila euro di contestazioni.
Secondo il comunicato emesso a fine riunione, “nei 13 articoli del provvedimento, predisposto dal Ministero dell’economia e delle finanze, sono annunciate diverse misure che permetteranno ulteriori passi avanti verso equità e controllo mirato degli illeciti”. Salta tuttavia la norma sul cosiddetto fondo taglia-tasse, nel quale sarebbe dovuto affluire il gettito della lotta dell’evasione fiscale per il calo delle tasse dal 2014. Secondo fonti governative, al momento inserire un simile provvedimento “non sarebbe quantificabile e nemmeno serio”.
Diverse misure sono state confermate alla stampa anche se non sono citate nel comunicato stampa finale del Consiglio dei ministri. E’ prevista la creazione di ‘liste nere’ per i controlli di chi è recidivo nella mancata emissione di scontrini fiscali. Non potranno essere effettuate confische per debiti tributari inferiori ai 20mila euro. Altre misure – come le detrazioni per l’Imu applicabili solo a una casa per famiglia – sono inserite in altri provvedimenti.
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