Le Autorità per la privacy europee, riunite nel “Gruppo di lavoro Articolo 29”, hanno deciso di istituire una task force per indagare sulla violazione di dati personali subìta nel 2016 dalla società americana UBER a seguito di un attacco hacker e tardivamente denunciata solo alla fine dello scorso novembre. Il data breach avrebbe coinvolto i dati di decine di milioni di utenti Uber in tutto il mondo.
La task force, sarà guidata dal Garante olandese – anche in virtù del fatto che la sede legale di Uber in Europa è ad Amsterdam – e composta dai rappresentanti delle Autorità privacy francese, italiana, spagnola, belga e tedesca, e conterà anche sulla collaborazione dell’ICO, l’Autorità britannica.
I Garanti coinvolti hanno già avviato la richiesta di chiarimenti e documentazione presso le sedi Uber dei loro Paesi di competenza, impegnandosi a condividere nell’ambito della task force le informazioni utili all’approfondimento del caso.
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