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Caso Gasparri, il M5s prepara un’interrogazione

Il M5s presenterà un’interrogazione in Commissione vigilanza Rai per verificare la compatibilità nel ruolo del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. L’iniziativa è scaturita dalla denuncia di Report e dalla scoperta legata al ruolo rivestito dallo stesso Gasparri in una società di cybersicurezza. I pentastellati nel documento partono proprio dalle rivelazioni della trasmissione diretta e condotta da Sigfrido Ranucci, grande avversario dello stesso ex ministro alle telecomunicazioni, per esprimere tutti i loro dubbi in ordine alla permanenza di Gasparri nell’organismo di controllo politico della Rai.

“Dall’inchiesta di Report e da fonti di stampa emergerebbe che sarebbero diversi gli enti pubblici che negli anni avrebbero intrattenuto rapporti ed elargito appalti e commesse a società riconducibili a Maurizio Gasparri, nella sua qualità di presidente della società Cyberealm”, spiegano i parlamentari M5s. Che proseguono: “Tra queste potrebbe esserci la Rai, il che assume particolare rilevanza soprattutto alla luce del fatto che Gasparri è membro della commissione di vigilanza ed è il principale promotore della convocazione di Sigfrido Ranucci. Se l’ipotesi fosse confermata ci troveremmo di fronte a un possibile conflitto di interessi che non può passare in secondo piano”.

Per fare chiarezza sullo scenario, i pentastellati hanno annunciato di aver “presentato una interrogazione in vigilanza, volta a sapere dalla Rai se l`azienda o società del Gruppo Rai abbiano mai affidato alla Cyberealm o a società della sua orbita l`espletamento di servizi e, se si, con quale modalità sia stata scelta, quale durata ha o ha avuto il rapporto contrattuale, quali servizi ha espletato e a fronte di quale corrispettivo”. Quindi M5s rivendica: “Siamo stati i primi, quasi nel silenzio generale, a rilevare l`incompatibilità di Maurizio Gasparri con il suo ruolo in vigilanza. Continueremo ad andare a fondo di questa questione, anche sollevando la questione nell’ufficio di presidenza di domani, perché le istituzioni non possono essere piegate all`uso e al consumo di un politico che usa la commissione per i suoi show e ha una situazione opaca su cui avrebbe il dovere di fornire tutti i chiarimenti del caso”.

Luca Esposito

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