Il Tribunale civile di Roma da ragione alla produzione. La tv pubblica dovrà risarcire la Einstein Multimedia per 4,5 milioni. La somma finale potrebbe essere più alta. Si attendono altri due processi, tra cui uno per concussione. Lo ha ricordato ieri Il Fatto quotidiano.
È nato tutto circa 3 anni fa quando la Einstein, società di produzione e distribuzione di contenuti, ha fatto causa alla Rai. La tv pubblica decise per motivi ancora “oscuri” di interrompere la fiction. Delle tre serie previste se ne fece solo una. Tuttavia erano state programmate spese ingenti.
I 4,5 milioni sarebbe il risarcimento per le fatture non pagate. Ma non finisce qui. In ballo ci sono ancora 12 milioni dei cosiddetti “extra costi”. Di questi se ne occuperà un altro Tribunale capitolino.
L’abbandono della serie tv, oltre a mettere in difficoltà economiche la Einstein, avrebbe creato dei danni alla Sicilia. La serie dava lavoro a centinaia di persone (300 solo tra attori, tecnici e comparse). Dovevano essere costruiti degli studi televisivi in provincia di Palermo. Per questo scopo erano stati elargiti a tale scopo ben 25 milioni di fondi FAS. Ora tale somma è stata bloccata in quanto non c’è più ragione di costruire delle infrastrutture televisive. Inoltre la costruzione degli studi doveva servire come volano per la nascita di un polo cinematografico e televisivo come alternativa occupazionale e sociale al declino dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.
Per la Einstein la decisione della Rai di sospendere la soap è apparentemente immotivata. «La serie, pur se in una fascia oraria sfavorevole, piazzata in contemporanea dei maggiori tg nazionali, era arrivata a raggiungere il 10% di share», hanno spiegato i legali della società produttrice. Gli avvocati hanno convinto il giudice il quale nell’ordinanza ha spiegato così: «la società produttrice ha fornito esaurienti elementi documentali da cui risulta: l’avvenuta assunzione di rilevanti obblighi bancari per l’esecuzione dell’opera; l’esistenza dell’assunzione di consistenti impegni economici con soggetti terzi per la predisposizione di mezzi, risorse e personale umano».
Per la Einstein la fiction doveva essere un affare, ma si è rilevato, come scrive Il Fatto quotidiano «un’idrovora succhiasoldi». Infatti i 4,5 milioni sono solo una parte dei soldi che la società di produzione chiede. In ballo ci sono altri 10 milioni per i cosiddetti extracosti e per il danno d’immagine della società. Di questi se ne occuperà un’altra Corte civile di Roma.
«Quando si dice che le imprese restano strangolate dalla crisi non si fa mai riferimento ai dirigenti pubblici che giocano sulla pelle delle persone e che restano impuniti», ha tuonato l’avvocato della Einstein attuando una “operazione retorica” sempre efficace: dal particolare al generale. Gli screzi di una società contro la tv pubblica diventano simbolo dell’attrito tra imprese e Stato.
Non può mancare la corruzione, anzi la concussione. Pare che dietro la vicenda di Agrodolce ci siano degli interessi di alcuni dirigenti della Rai. Il presidente della Einstein, Luca Josi, ha depositato in procura ore e ore conservazioni telefoniche. Tra i discorsi registrati ci sono anche esternazioni di Gianni Minoli, il padre della fiction: «voi siete ospiti e faccio quello che voglio», dice, secondo quanto riporta Il Fatto quotidiano, ai manager della Einstein. Tuttavia le registrazioni pare che siano state fatte senza il consenso della controparte, quindi potrebbero avere un peso relativo in tribunale.
E dire che Minoli quando presentò la fiction disse che sarebbe stata un’opera della qualità dei film, ma con i costi di una soap. Intanto per la Rai potrebbero andare in fumo 14,5 milioni di euro senza aver fatto nulla.
Per anni il dibattito sulla libertà di espressione online è stato caratterizzato dalla convinzione che…
Presentati i nuovi palinsesti Rai e l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, pronti via, rintuzza le furibonde…
“Siamo al punto di non ritorno” e gli esponenti delle minoranze rassegnano le dimissioni dalla…
Passa qualche ora dalla presa di posizione della minoranza ed ecco che arrivano pure le…
La libertà di stampa continua a rappresentare uno dei pilastri della democrazia, ma oggi è…
Non si fermano le aggressioni ai danni dei giornalisti: a Chivasso un cronista di Repubblica…