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Caserta, in fiamme la sede dell’ex emittente televisiva Canale 10

A fuoco la sede dell’ex emittente regionale Canale 10 sulla statale Sannitica. Intorno alle 17 di ieri un vasto incendio si è sviluppato all’interno del capannone industriale abbandonato e, adibito all’epoca della piena attività di Canale 10, a studi televisivi. Le fiamme hanno sprigionato una densa nube nera che ha avvolto per diverse ore gran parte di Marcianise, in particolare il rione 167, investendo anche la barriera autostradale di Napoli Nord.

La coltre di fumo ha coperto sia l’autostrada che la Sannitica provocando rallentamenti e lunghe file. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco che hanno impiegato diverse ore e numerose autobotti per avere ragione delle fiamme. Il fuoco ha indebolito le pareti metalliche del capannone alle spalle della palazzina dove avevano sede gli uffici, la regia, il reparto tecnico e la redazione di Canale 10, che poi è collassato.

Intanto, in forze, è intervenuta la polizia municipale, coordinata dalla comandante Mina Foglia, che ha iniziato le indagini per scoprire le eventuali responsabilità dell’incendio, mentre con il personale della protezione civile è stata isolata la zona e regolato il traffico veicolare.

L’incendio potrebbe essere di natura dolosa o involontaria, visto che il capannone era facilmente accessibile e incustodito. Secondo qualcuno, infatti, è stato spesso riparo per extracomunitari e senza tetto. A prendere fuoco nel capannone potrebbe essere stato il materiale di risulta depositato, tra cui vecchie scene di compensato, moquette, mobili, ma anche le tante cassette video dell’archivio televisivo. Con l’incendio della ex sede di Canale 10 sono andati in fumo anche le ultime testimonianze di oltre trenta anni di lavoro.

Dopo la sua chiusura, circa 7 anni fa, viene così cancellata una delle pagine storiche dell’emittenza televisiva e giornalistica campana. Canale 10, infatti, come Telecaserta, è stata la prima emittente libera casertana, fondata negli anni ’70 da un gruppo di pionieri dell’etere, tra i quali Agostino Ricciardi, i fratelli Zinzi e Peppe Giannini. Con l’ingresso nella società del cavaliere Maggiò, la televisione si ingrandì, raccogliendo diversi successi fino a diventare regionale con il passaggio agli imprenditori irpini Abbate e poi all’industriale napoletano Renato D’Andria, che la trasferì a Marcianise, dove per alcuni anni ha condiviso la sede con la redazione e la rotativa (nel capannone incendiato ieri) del Giornale di Napoli.

L’emittente è stata anche l’ottima palestra di tanti giornalisti casertani: l’ultimo direttore, per diversi anni, è stato il compianto Mimmo Mingione.

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