Editoria

Cartiere in crisi, librai in rivolta

I rincari mettono in ginocchio il settore industriale dell’editoria, a partire dalle cartiere. Si tratta di un’attività cosiddetta energivora, cioé di imprese che per funzionare abbisognano di importantissime quantità di energia. Ma quello che sta accadendo nel mondo, a cominciare dalla guerra tra Russia e Ucraina, sta mettendo in seria difficoltà il settore. Diventa sempre più impossibile produrre a prezzi competitivi. E se la carta s’impenna, l’editoria annaspa e tutta la filiera della cultura e dell’informazione rischia di subire l’ennesimo scossone.

Nei giorni scorsi i librai avevano già annunciato che i margini di guadagno si andavano sempre più assottigliando. Il presidente Ali Paolo Ambrosini ha spiegato: “Di anno in anno gli editori riducono le marginalità alle librerie siamo passati dal 25% sul prezzo di copertina ad appena il 15% sulle vendite, una percentuale che corrisponde allo sconto che viene fatto al consumatore finale, quindi chi vende solo libri di testo se si mette a fare lo sconto chiude”.

Ambrosini ha spiegato: “Carenza della materia prima, la carta. Questo problema sta rallentando la produzione e preoccupa moto i librai  perché a inizio anno scolastico non c’è la piena disponibilità dei testi”. E all’Adn Kronos ha affermato: “Non comprendiamo le ragioni che hanno portato, anche quest’anno, la rete distributiva degli editori a bloccare le loro attività per tre settimane nel periodo estivo: è inconcepibile. Non si capisce perché…laddove la rete distributiva dei libri di lettura è aperta e resta chiusa solo il 15 e 16 agosto (Mondadori e Messaggerie) quindi dove c’è elasticità di domanda e bisogna rincorrere il consumatore la disponibilità del servizio c’è sempre, anche nel periodo estivo ed invece nel mercato scolastico no».

Per i librai la spiegazione è presto detta: “nel mercato dei libri di testo il valore viene definito con l’adozione dei libri di testo da parte delle scuole (le liste dei libri decise dagli insegnanti) a monte quindi si decide quante copie di quel libro andranno vendute in tutta Italia e l’editore si può sedere nella sua ’comfort zonè perché la vendita è già fatta sulla carta, non gli interessa se il libro arriva il 1 settembre o il 30 novembre”.

Luca Esposito

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