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Cartello delle assunzioni, respinto il patteggiamento proposto dalle aziende ICT

E’ ancora presto per scrivere la parola fine sulla vicenda del “cartello delle assunzioni”. Trattasi di un’intesa siglata nel 2011 da Apple, Google, Intel e Adobe per bloccare i salari dei propri dipendenti, ostacolandone la mobilità. Contro l’accordo è stata indetta una class action da parte di 64.000 impiegati dei quattro colossi. Le aziende hanno avanzato una proposta di patteggiamento, che comporta un risarcimento di 324,5 milioni di dollari per gli stipendi potenziali perduti tra il 2005 e il 2009. Per il giudice Lucy Koh, però, la cifra stabilita non è sufficiente ed è al di sotto della giusta soglia di ragionevolezza. Nel quantificare il giusto valore a 380 milioni il giudice tiene conto delle ingenti spese legali sostenute da ognuno dei partecipanti alla class action.  D’altra parte patteggiando le quattro aziende evitano conti sicuramente più salati in fase processuale. Dai 3 miliardi richiesti si potrebbe passare ad un pagamento di 9 miliardi. Pertanto è probabile che i quattro big dell’Ict vengano incontro alle richieste del giudice.  Una figura importante del cartello sarebbe lo scomparso Steve Jobs, che avrebbe usato la propria influenza per imporre una politica rigida delle assunzioni anche alle altre aziende. Secondo il rapporto della Koh,  una delle poche aziende disposte a non cedere alle pressioni di Jobs sarebbe stata Facebook, bisognosa di nuovi ingegner i informatici per conquistare una larga fetta di mercato.

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