“La più importante sfida che ha davanti l’informazione è l’innovazione”, il Messaggero compie 145 anni e l’editore Francesco Gaetano Caltagirone fa il punto della situazione: “Viviamo una rivoluzione, i cambiamenti oltre che rapidi sono frequenti , adeguarsi è una sfida che richiede molta energia e nuove risorse. C’è un divario generazionale sulla domanda che bisogna coprire, pena il declino”.
Caltagirone, ieri, ha introdotto il confronto promosso proprio dal suo giornale, sul tema di Roma e del futuro. Secondo l’editore l’informazione fa parte dei temi caldissimi del momento. E risente di trasformazioni vere e proprie, non solo economiche ma di abitudine. Che vanno valutate se si vuol dare un futuro al giornalismo. Un trend, però, che nasconde delle insidie. Ed è proprio Caltagirone che spiega: “Si è rafforzato sui siti una informazione che non verifica i fatti, mi vengono in mente slogan di facili assimilazioni , mi vengono in mente i no vax e il fai da te dell’informazione”.
L’attacco di Caltagirone verte su “questa confroinformazione che esaspera i sospetti e nega la ragione influenza una parte del pubblico, la più debole, quella con scarsi elementi conoscitivi che però ha reazione socialmente rilevanti”. Occorre quindi “aumentare la responsabilità di chi informa non chiedendo atti di fede ma un esame razionale dialettico delle vicende fornendo opinioni separate dai fatti”.
Infine, l’editore de Il Messaggero spiega: “Abbiamo sempre ritenuto importante per il giornale principalmente l’indipendenza identità e ragione, questo terzo punto è diventato più delicato in seguito all’affievolirsi da parte del pubblico della tendenza a mettere ragione di fronte al giudizio, si impongono la prudenza e la moderazione”.
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