Il 2007 si è chiuso secondo le attese per il Gruppo Pearsons, il colosso editoriale a cui fa capo il Financial Times , grazie soprattutto ai ricavi dell’editoria scolastica e dalla ripresa del giornale economico. I ricavi sono saliti del 4% (4,22 miliardi di sterline) e gli utili ante-imposte dell’8% (549 milioni). L’utile netto è sceso del 36,3% (284 milioni di sterline). La divisione editoria per l’educazione, che conta due terzi del fatturato, ha segnato un progresso del 6%. Buono anche l’andamento della divisione libri professionali che ha segnato un aumento del 9%. Il Financial Times ha aumentato del 2% le vendite quotidiane (440 milioni di copie) riducendo al contempo l’esposizione alla pubblicità stampata dal 50% al 30% dei ricavi dal 2000 al 2007 e rincarando il prezzo di copertina. Proprio il 7 febbraio scorso, in occasione della presentazione dei risultati di Lvmh, la holding del lusso di cui è presidente, Bernard Arnault, l’uomo più ricco di Francia, ha ammesso di guardare con interesse al Financial Times che però al momento è “troppo caro”.
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