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BOOM DI RICHIESTE DI CENSURA, SOTTO ATTACCO I CONTENUTI PUBBLICATI DA GOOGLE

Sono giunte da più governi di tutto il mondo ed hanno come unico destinatario Google, sono oltre mille le richieste di rimozione di contenuti che le autorità chiedono di censurare.
Il numero allarmante di 1.007 richieste riguardanti la rimozione di contenuti e consegna di informazioni su persone che utilizzano il motore di ricerca o il sito di video YouTube, emerge da uno studio portato vanti dai vertici di Mountain View a partire dal 2010 fino agli ultimi sei mesi del 2011.
A farsi portavoce delle richieste di rimozione sono in 461 casi i tribunali ad esclusione di pochi paesi.
A ricorrere alle vie legali per oscurare contenuti o dati informativi poco graditi sono paesi come Usa e Brasile mentre il procedimento è più immediato per Paesi come Cina e Iran, dove il blocco dei contenuti arriva direttamente dai governi.
Ma ce ne è anche per l’Italia che nel primo semestre del 2011, ha trasmesso a Google 37 richieste di eliminazione dei contenuti dai vari servizi per un totale di 81 oggetti interessati; nel secondo semestre 2011, invece le richieste sono state complessivamente 28 per un totale di 96 contenuti.
Ad allarmare maggiormente i vertici di Mountain View è che le richieste di censura provengono da paesi occidentali democratici, in cui dovrebbe vigere libertà d’informazione.
Ad ogni modo ai reclami delle istituzioni (spesse volte di natura politica), Google ha risposto positivamente nel 54% dei casi.
Rimane comunque l’allerta per l’incremento di richieste di rimozione di contenuti dal celebre motore di ricerca, monitorato dal Transparency Report, lo strumento con cui Google misura la censura online.
Spesso afferma Dorothy Chou, Senior Policy Analyst di Google, alcuni governi come quello Spagnolo richiedono addirittura l’eliminazione di interi discorsi politici.
La procedura vuole che quando Google accetta una contestazione e rimuove un contenuto dai suoi servizi, appone un messaggio in cui spiega che a seguito di una lamentela pervenuta ai sensi della legge americana Digital Millennium Copyright Act (Legge sul copyright digitale), si è eliminato il risultato contestato dalla pagina.
Inoltre la contestazione viene anche inoltrata al sito Chilling Effects per essere pubblicata, così che quando si cerca il contenuto rimosso, si viene reindirizzati con un link alla comunicazione pubblicata.
Si cerca comunque di mantenere la trasparenza per rendere chiari i motivi della contestazione, magra consolazione per gli utenti.

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