Giurisprudenza

Bonus pubblicità e l’assenza del Regolamento attuativo. Il punto di Legacoop

Viaggia ormai in forte ritardo l’emanazione del regolamento del bonus pubblicità, anche se dovrebbe arrivare in tempi brevi. In attesa del provvedimento ufficiale, il Dipartimento per l’informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha anticipato alcuni contenuti, per dare un quadro abbastanza chiaro e dettagliato di come funzionerà il bonus e consentire ai titolari di reddito d’impresa, di lavoro autonomo e agli enti non commerciali di elaborare i propri programmi di investimento. Le risorse ci sarebbero – 62,5 milioni di euro – ma mancano le modalità per presentare le domande. Così le agevolazioni fiscali per la pubblicità incrementale sulla stampa previste dalla nuova legge sull’editoria rimangono per ora sulla carta. E Legacoop Romagna non nasconde il suo disappunto – durante il seminario organizzato a Ravenna – per la mancanza dei decreti attuativi della riforma, come riporta l’Agenzia Dire. Dello stesso avviso Luca Pavarotti del Corriere Romagna: “Siamo un po’ in ritardo sulle tempistiche. C’è stato un ridimensionamento significativo” dei ricavi sia da pubblicità che dalle vendite, “un rilancio è necessario”. Il credito d’imposta rappresenta “un’importante agevolazione fiscale”, rimarca il vicepresidente di Federcoop Romagna, Rudy Gatta, perchè impatta sia sulle imprese di comunicazione, sia sul mercato. Purtroppo, gli fa eco Luca Grossi dell’area societaria-amministrativa, è difficile al momento dare tempistiche sulla pubblicazione dei decreti attuativi. I capitoli di spesa, precisa, sono stati definiti, così come le caratteristiche del credito di imposta. Per il 2018 sono 62,5 milioni di euro, di cui 50 per la stampa e 12,5 per radio e tv, mentre per gli anni successivi vanno definiti. Il credito di imposta di cui le imprese potranno beneficiare, sarà soltanto sugli investimenti incrementali applicati nel 2018. In termini pratici, solo sulle campagne pubblicitarie che supereranno in termini di costo, almeno dell’1%, quanto investito rispetto all’anno precedente. L’agevolazione, infatti, si applica solo sulla parte incrementale, quindi il bonus si otterrà solo sugli investimenti in pubblicità effettuate, in misure maggiore rispetto all’anno precedente, sullo stesso mezzo di comunicazione. Ancor più nel pratico: il bonus sarà fruibile solo come credito d’imposta in compensazione, attraverso la compilazione del modello F24, che dovrà essere preceduta da apposita istanza al “Dipartimento per l’Informazione e l’editoria”.

fonte parz: ravennanotizie.it

Ivan Zambardino

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