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BOLLINO SIAE PER TUTTO E GLI EDITORI RITOCCANO I PREZZI

Chi lo considerava un retaggio del passato sbagliava di grosso: il bollino Siae continuerà a comparire su tutti i libri, cd e dvd protetti dal diritto d’autore. Sconfessando una sentenza della corte di giustizia europea, il governo ha pubblicato in Gazzetta ufficiale un decreto legge che ristabilisce l’obbligo della piccola etichetta grigia.

A proposito del bollino, l’Europa ci aveva già bacchettato esprimendosi molto chiaramente. Con la sentenza dell’8 novembre 2007, la Corte di Giustizia europea aveva equiparato l’obbligo del contrassegno Siae a una regola tecnica che non poteva essere imposta ai privati senza prima informare la Commissione. L’Italia, che non aveva mai comunicato nulla a Bruxelles, è risultata in torto.

Secondo i giudici europei, quindi, per ogni cd o dvd acquistato i produttori e gli editori italiani hanno pagato una sovrattassa illegittima. Dal 2000 (l’anno in cui l’obbligo è stato esteso ai supporti ottici) diversi cittadini sono stati condannati per non aver rispettato un obbligo che, secondo l’Europa, non aveva ragione di esistere.

Per più di un anno, quindi, in Italia non c’è stato l’obbligo di etichetta sulle opere frutto dell’ingegno personale. In pochi, però, lo hanno notato. Secondo l’avvocato Guido Scorza, esperto di diritto d’autore, “la Siae non ha informato nessuno esplicitamente, si è limitata a rispondere alle singole richieste di chiarimento degli editori”. Chi non sapeva della sentenza europea, quindi, non ha mai smesso di acquistare le etichette Siae, che fruttano 11 milioni di euro l’anno alla società degli autori ed editori.

Dopo la sentenza europea il Governo ha preparato e approvato un decreto-legge (il 3 del 23 febbraio 2009) per poi presentarlo a Bruxelles. Il testo, però, contiene un principio molto pericoloso, perché ha efficacia retroattiva. Quei pochi editori che hanno prodotto – legittimamente – cd o dvd senza etichetta durante il 2008 rischiano di pagare multe salatissime. “In teoria – spiega l’avvocato Scorza – se oggi un finanziere entra in libreria e trova un libro sprovvisto del bollino Siae può ordinare il sequestro di tutte le copie. Anche se quel libro è stato prodotto nel periodo in cui l’obbligo di etichetta non valeva”.

Italia, Portogallo e Romania sono rimasto gli unici, in Europa, a mantenere l’obbligo dell’etichetta per comprovare il rispetto del diritto d’autore. La stessa Federazione Industria Musicale Italiana ha lamentato più volte la limitatezza di una misura che, al tempo di internet e dei supporti virtuali, appare piuttosto antiquata. All’estero c’è chi tutela scrittori e artisti in modo diverso. In Germania basta stampare, sulla copertina del prodotto, un breve testo in cui si certifica che i diritti sono stati rispettati.

Applicare un singolo bollino comporta una lunghissima serie di adempimenti burocratici. Ma ha un prezzo irrisorio: 0.0300 centesimi e 0.0187 se abbinato a quotidiani e riviste. Cifra che, però, dev’essere moltiplicata per le migliaia di copie che entrano nel mercato. La spesa ricade esclusivamente sugli editori e sui distributori che, per ammortizzare, ritoccano al rialzo il prezzo di vendita. Al momento di comprare, ad esempio, l’ultimo album del cantante preferito, i consumatori pagano quindi una “sovrattassa” indiretta. (k.w)

editoriatv

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