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BERLUSCONI: LIBERTÀ DI STAMPA, IN ITALIA CE N’È TROPPA. FINI: NON È MAI TROPPA

“Credo che in una democrazia non sia mai troppa la libertà di informazione”. Risponde così il presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un’intervista a Sky Tg24, alle parole di Silvio Berlusconi che aveva affermato che, in Italia, “c’è fin troppa libertà di stampa”.
L’infelice affermazione di Berlusconi arriva all’indomani della pubblicazione del rapporto di Freedom House (organizzazione indipendente Usa) che pone il nostro Paese al 72esimo posto nel mondo in fatto di libertà di stampa e al 24esimo tra le 25 nazioni dell’Europa occidentale. Fino al 2003 la stampa italiana era considerata libera ma, a partire dal 2004, Freedom House ha relegato l’Italia nel gruppo dei paesi di fascia B. “Il ritorno al potere di Berlusconi nell’aprile 2008 gli ha permesso nuovamente di poter controllare fino al 90% delle emittenti televisive nazionali, mediante gli sbocchi alle (televisioni) pubbliche e le sue partecipazioni ai media privati”, dice l’edizione del 2009 del rapporto, commentando la realtà italiana e ricordando come “il primo ministro sia il principale azionista di Mediaset, del principale editore nazionale Mondadori e della più grande concessionaria di pubblicità Publitalia”.

Le affermazioni di Berlusconi, prima della risposta di Fini, avevano già suscitato polemiche da parte delle opposizioni. “Ci risiamo”, ha affermato il responsabile dell’informazione del Pd, Matteo Orfini, “si sapeva già che Berlusconi è ossessionato da stampa e televisione, visto che passa le giornate a lamentarsi contro i giornalisti non graditi e a telefonare a esponenti dell’Authority per le telecomunicazioni al fine di condizionare i contenuti delle trasmissioni. Ma stavolta è andato ancora oltre”. “Berlusconi vorrebbe realizzare un sistema fascista e piduista senza voci libere”, è stata la dura replica del presidente dell’Italia dei Valori, Antonio di Pietro.
F.C.

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