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Banda ultralarga. La Sicilia pronta a ridurre il digital divide

Ammontano a circa 140 milioni di euro le risorse che saranno investite in Sicilia per completare le infrastrutture informatiche di banda larga, ultra larga e Ran (Regional area network). I finanziamenti sono regionali ed europei e sfrutteranno i fondi Fas, Fesr e Feasr e del Ministero per lo sviluppo economico. I cantieri che partiranno saranno 240 per un totale di mille persone impiegate in due anni e saranno raggiunte (in banda larga) almeno 416 mila unità immobiliari. La Sicilia potrà essere considerata quindi all’avanguardia per la connessione web. A presentare il piano oggi a Palermo durante una conferenza stampa c’erano il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giampiero D’Alia, il vice ministro allo Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, e gli assessori regionali Luca Bianchi, Patrizia Valenti e Linda Vancheri. “Oggi presentiamo questo piano di completamento della banda larga in Sicilia. Altri dodicimila cittadini potranno connettersi ad alta velocità. La Regione si metterà così al passo con il Paese e con l’Europa”. Lo ha detto il viceministro allo Sviluppo economico, Antonio Catricalà. “Inoltre, la banda ultra larga raggiungerà circa venti comuni con un progetto che riguarderà soprattutto ospedali ed enti locali – ha proseguito -. In due anni potremmo raggiungere l’obiettivo di aumentare la velocità e raggiungere molte famiglie in più”. “Si tratta – ha concluso Catricalà – di spendere bene i soldi pubblici del Fas, per quanto riguarda la banda ultra larga, il cittadino non dovrà uscire una lira in più”. “I dati di Agcom a livello nazionale – ha detto il Ministro per la Pubblica Amministrazione, Giampiero D’Alia – non sono tra i più confortanti. Il dato che ne esce fuori è che più di un terzo della popolazione italiana ancora non naviga sulla rete. I progetti sulla banda larga e ultra larga e i progetti che riguardano le connessioni telematiche della pubblica amministrazione siciliana sono un nodo strategico perché attraverso la realizzazione dell’infrastruttura telematica nella nostra Regione crescono le imprese e lo sviluppo e anche l’efficienza della pubblica amministrazione”. “Un investimento di prospettiva che oltre a ridurre il digital divide, che penalizza fortemente il nostro Paese rispetto ai principali Paesi europei – sottolinea Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo Economico – contribuirebbe a mettere in pratica in tempi brevi tutte quelle misure di semplificazione amministrativa contemplate nell’agenda digitale europea. In questo senso da un lato la Regione Sicilia, con un importante investimento, e dall’altro il ministero dello Sviluppo Economico sono intervenuti in maniera coordinata per recuperare il ritardo che il territorio siciliano soffre, avvicinandolo al resto del Paese”.

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