La sospensione di tutti i talk show politici per la campagna elettorale è una ”decisione drastica e semplicistica, oltre che dannosa per la salute” ma ”il piccolo grande scempio è stato compiuto già negli anni passati”. Lo scrive il quotidiano dei vescovi ‘Avvenire’, in un editoriale firmato da Umberto Folena.
Il ‘diugiuno’ dell’emittente pubblica dai talk show politici – osserva Avvenire – può essere paragonato a ”un grande obeso” che, ”dovendo tornare in forma in un mese proclamasse lo sciopero della fame”. ”Ci sarebbero volute – scrive quindi il quotidiano della Cei – altre soluzioni ragionevoli e invece da troppo tempo si procede a rotta di collo su rotte irragionevoli”: in quanto accade oggi ”non vi sono torti o ragioni nettamente da una parte o dall’altra” e rimane comunque il timore che ”tra canzonette e manicaretti, a offrire il proprio parere su tutto a prescindere da competenza e opportunità”.
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