Categories: Giurisprudenza

ATTUABILI MISURE COMPENSATIVE PER RILASCIO FREQUENZE TV DEI CANALI 61-69

Il TAR Lazio, a seguito di ricorsi di alcune Tv locali, con tre diversi provvedimenti cautelari monocratici, aveva sospeso il decreto interministeriale del 23 gennaio 2012 con il quale sono state determinate le somme per l’attribuzione di misure economiche di natura compensativa finalizzate a promuovere un uso più efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale attraverso la liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz (canali 61-69). Si tratta dello spettro il cui diritto d’uso è stato ceduto a Tim, Vodafone e Wind per quasi tre miliardi di euro.
La motivazione della sospensione era basata sulla presunta erroneità delle scelte normative operate in ordine alla transizione al digitale terrestre. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalle associazioni di categoria come l’Aeranti-Corallo e la Frt, il decreto del 23 gennaio 2012 risulterebbe inattuabile: «una legge troppo tecnica per poter essere approvata nell’attuale giungla della frequenze».
Ieri la notizia che la I sezione del Tar del Lazio, presieduta da Roberto Politi, ha respinto le richieste formulate dalla società ‘Triveneta’ e ‘Microwave-Network’ e ha annullato la sospensione del decreto che, quindi, resta confermato.
Il Tar ha considerato che «le censure svolte non sembrano, complessivamente, assistite da sufficienti profili di fumus boni juris» (ovvero, il buon fondamento giuridico). Non solo: i giudici hanno anche considerato che «nel bilanciamento degli interessi coinvolti nella vicenda in esame, l’interesse agitato dalla ricorrente non si profila prevalente rispetto agli altri interessi presenti, avendo particolarmente riguardo alla circostanza che l’interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze è stato ritenuto preminente dallo stesso legislatore».
Le misure compensative per il rilascio delle frequenze sono state indicate in 174,6 milioni di euro per 64 frequenze; l’importo sarà ripartito per ogni regione già digitalizzata fino al dicembre 2010.
Le misure compensative sono state assegnate alle tv delle regioni già digitalizzate, sulla base di criteri quali la popolazione della singola regione e l’effettivo numero di frequenze da liberare. Nello specifico, fermo restando il possesso di un diritto d’uso, alla procedura di attribuzione di una misura sono ammessi gli operatori di rete regionali le cui frequenze possono essere utilizzate sull’intero territorio e gli operatori provinciali che, tramite costituzione di un’intesa, sommano le loro frequenze per coprire l’intera regione. Per i soggetti impossibilitati a ricevere le misure compensative, causa mancanza di diritti d’uso, sono stati previsti degli indennizzi.

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