Tre delle sei frequenze che andranno all’asta, cioe’ quelle destinate all’uso televisivo a lungo termine, dovranno essere riservate a “nuovi entranti”.
Secondo quanto risulta all’inserto Corriere Economia, l’Unione Europea starebbe premendo perche’ il Governo italiano vada nella direzione opposta a quella del beauty contest, con cui “si volevano regalare i canali migliori a Mediaset, soprattutto, e Rai”. L’asta delle frequenze e’ la prima vera prova della nuova Agcom, sei mesi dopo la decisione del governo Monti di annullare il beauty contest. L’Authority di Angelo Cardani ha iniziato il percorso che dovrebbe condurre al disciplinare di gara e all’asta.
Fino alle prossime due settimane – scrive il quotidiano – i tecnici italiani, guidati dalla responsabile della Direzione Media, Laura Aria, e dal collega della Direzione Reti, Vincenzo Lobianco, avranno incontri informali con i colleghi della Direzione Concorrenza dell’Ue. Per l’inizio di novembre l’Agcom dovrebbe essere in grado di pubblicare sul proprio sito il regolamento di gara, che sara’ poi sottoposto a consultazione pubblica per un mese.
C’è una differenza sostanziale tra cercare di indovinare se un testo è stato scritto dall’intelligenza…
Pure la Fnsi si schiera sul caso Ranucci. Sì alla solidarietà, no alle strumentazioni politiche.…
Si muove anche il comitato di redazione del Tg3 sul caso Ranucci. E i giornalisti…
La crisi delle edicole italiane non nasce con la direttiva Bolkestein e sarebbe sbagliato attribuire…
Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti sceglie Report nella battaglia dei due fuochi. Da un…
Usigrai a difesa di Report. E il sindacato di Viale Mazzini s’è infuriato per la…