Il tribunale di Rimini ha accolto la richiesta dell’Aser per costituirsi parte civile nel processo relativo alla vicenda che ha portato alla chiusura del giornale “La Voce di Romagna”. L’annuncio è arrivato nel fine settimana in una nota che spiega: “Semaforo verde per la costituzione di parte civile da parte dell’Associazione Stampa Emilia-Romagna nell’ambito del processo a carico dell’ex editore de “La Voce di Romagna” Gianni Celli”.
E ancora: “Dopo la delibera del direttivo Aser che ha dato mandato all’avvocato Valerio Vartolo per la richiesta di costituzione di parte civile, oggi, 6 novembre 2020, è arrivato il primo via libera da parte del GUP del tribunale di Rimini”. Secondo l’Associazione dei giornalisti: “Riteniamo non solo di dover stare al fianco dei colleghi angariati e licenziati nella prima fase di quella triste avventura editoriale, ma di essere noi stessi parte lesa come Associazione perché proprio dal disconoscimento del sindacato dei giornalisti prese l’avvio il presunto comportamento delittuoso dell’editore”.
La questione affonda le sue radici nel 2016 quando, dalla ricognizione sullo stato del passivo della società editrice La Voce, sarebbe venuto fuori un buco da 14 milioni di euro e ben 112 creditori che attendevano il saldo delle pendenze. La vicenda, negli anni precedenti, aveva assunto i contorni di un pesante braccio di ferro tra l’azienda e le associazioni dei giornalisti. Uno scontro al calor bianco che, adesso, dovrà trovare definizione in sede giurisdizionale.
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