Fermi tutti: OpenAi non diventerà una società a scopo di lucro. Clamoroso dietrofront da parte di Sam Altman, il papà di ChatGpt, che avrebbe voluto fare della sua startup l’unicorno definitivo, il più importante progetto digitale di sempre. Ma che, invece, è andato a sbattere di fronte al muro oppostogli da Elon Musk, l’ex socio-sponsor di cui Altman è diventato acerrimo nemico. Forse in maniera troppo precipitosa. L’annuncio è stato dato ai dipendenti di OpenAi per il tramite di una lettera. In cui lo stesso Altman spiega le ragioni che hanno spinto il management a rientrare in fretta e furia dai piani originari: “Abbiamo preso la decisione di rimanere un’azienda senza scopo di lucro dopo aver ascoltato i leader della società civile e aver interagito con gli uffici degli avvocati generali della California e del Delaware”. Tradotto dal linguaggio del marketing, vuol dire che le minacce agitate da Musk non erano più così infondate. “Rimanendo un’azienda senza scopo di lucro, crediamo che questo ci consentirà di continuare a fare progressi rapidi e sicuri e di dare a tutti accesso a un’intelligenza artificiale potente”, ha detto Altman. Che ha tentato di salvare quantomeno la faccia. Ma rimane, però, il caso della divisione a scopo di lucro. Che esiste e che adesso rischia di rimanere appesa. Fanno sapere, dal quartier generale di OpenAi che questa dovrebbe diventare una società di pubblica utilità tenuta, però, a “tenere conto tanto degli interessi degli azionisti” quanto “della mission”.
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